Pneumologia

La prima dose del vaccino per la pertosse protegge da polmonite, ospedalizzazione e mortalitą infantile.

La somministrazione tempestiva di almeno una dose del vaccino contro la pertosse si dimostra efficace nel proteggere i neonati dalle complicazioni severe associate alla malattia quali polmonite, ricovero in ospedale e morte. È questo il risultato di uno studio condotto da alcuni ricercatori dei Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta (CDC) e pubblicato online su Pediatrics.

La pertosse è particolarmente diffusa e causa di mortalità nella popolazione mondiale, soprattutto tra i neonati non vaccinati. Negli Stati Uniti i tassi di morbilità e mortalità sono in aumento: dal 1977 il numero di bambini che hanno contratto la pertosse è cresciuto in modo constante e negli anni novanta il tasso di mortalità è aumentato annualmente con una media di 9 punti percentuali, con una particolare rappresentanza nella popolazione di etnia ispanica.

La maggior parte dei decessi si è verificata nei neonati non idonei per età (con meno di due mesi di vita) a ricevere una dose di vaccino combinato difterite/tetano/pertosse a cellula intera (DTwP) o acellulare (DTaP) o che avevano ricevuto meno di tre dosi di vaccino nei primi sei mesi di vita.

L’Advisory Committee on Immunization Practices statunitense (ACIP) raccomanda che i bambini ricevano cinque dosi di vaccino DTaP, il vaccino acellulare che dal 1997 ha soppiantato il vaccino a cellula intera, all’età di 2, 4, 6, 15 e 18 mesi. Negli Stati Uniti, la copertura vaccinale, con tre dosi entro 6 mesi di età, supera il 90% della popolazione totale ed è associata all’efficacia del vaccino nel proteggere dalle complicazioni della pertosse.

Lo studio dei CDC intende aggiungere informazioni sul ruolo protettivo delle singole dosi di vaccino somministrate in neonati idonei per età e sui fattori di rischio in bambini non idonei alla vaccinazione perché con meno di 42 giorni di vita.

Nello studio sono stati considerati i casi mortali e non mortali di pertosse registrati dal National Notifiable Diseases Surveillance System (NNDSS) e dai Centers for Disease Control and Prevention tra il 1991 e il 2008. I casi sono stati raggruppati in due categorie di neonati, sulla base dell’idoneità a ricevere la prima dose di vaccino perché di età superiore alle sei settimane di vita. L’effetto sugli esiti clinici e sui fattori di rischio è stato valutato con l’analisi di regressione logistica multivariata.

Dei 45.404 casi di pertosse infantile analizzati tra il 1991 e il 2008, lo 0,57% (n=258) si è concluso negativamente con un decesso. Il tasso di mortalità associato a pertosse è significativamente maggiore nella popolazione di etnia ispanica rispetto alla popolazione generale (1,26% vs 0,75%, p<0,01) con un aumentato rischio di evento fatale (OR= 1,69; CI 95%: 1,31–2,17). Il tasso diminuisce con l’avanzare dell’età da 2,36% a una settimana di vita a 0,28% a 12 settimane ed è simile tra femmine e maschi (0,53% vs 0,62%; p=0,21). Tutti gli eventi di morte, e il 90% dei casi non mortali di pertosse, si sono verificati in neonati di età inferiore a 34 settimane al momento dell’insorgenza della pertosse.

Tra i neonati con meno di 42 giorni la probabilità di un evento di morte diminuisce con l’aumentare delle settimane di vita (p<0,01) ed è maggiore nei bambini ispanici rispetto ai non ispanici (OR: 1,46; 95% CI: 1,07–2,01 p=0,002). Analoghi risultati sono stati registrati per i bambini con età superiore a 42 giorni. Il rischio è elevato per i neonati di etnia ispanica (adjusted OR: 2.28; 95% CI: 1,36–3,83) e i nativi indiani d’America e dell’Alaska (adjusted OR: 5,15; 95% CI: 2,37–11,2) mentre è basso se i sintomi sono stati trattati con gli antibiotici raccomandati (adjusted OR: 0,28; 95% CI: 0,16–0,47)

Tra i neonati con età superiore ai 42 giorni la somministrazione di una dose di vaccino DTwP/DTaP ha un effetto protettivo sugli eventi di mortalità con una diminuzione del rischio relativo di 72% (adjusted OR=0,28; 95% CI: 0,11–0,74). La vaccinazione è protettiva anche per eventi di ricovero (aOR: 0,69; CI 95%: 0,63–0,77) e l’insorgenza di complicazioni come la polmonite (adjusted OR: 0,80; 95% CI: 0,68–0,95) mentre non protegge da encefaliti e crisi epilettiche.

“I bambini che non hanno ricevuto il vaccino TDaP corrono un rischio almeno 8 volte maggiore di contrarre la pertosse rispetto ai neonati a cui sono state somministrate le cinque dosi consigliate” ha commentato il dottor Tiwari dei CDC di Atlanta.

Sulla base di queste osservazioni, i CDC raccomandano: “Gli operatori sanitari dovrebbero prevedere di somministrare tempestivamente il vaccino per la pertosse durante le epidemie e provvedere alla distribuzione delle terapie antibiotiche raccomandate soprattutto in quei paesi dove non sono previsti protocolli di immunizzazione in età precoce e in cui il rischio di pertosse è aumentato”.

Maddalena Donzelli

First Pertussis Vaccine Dose and Prevention of Infant Mortality
Tejpratap S.P. Tiwari, Andrew L. Baughman and Thomas A. Clark
Pediatrics; originally published online May 4, 2015;
DOI: 10.1542/peds.2014-2291
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