La vitamina D migliora la funzione respiratoria negli asmatici: ancora qualche dubbio

Pneumologia
Nei pazienti affetti da asma persistente moderato, la supplementazione di vitamina D per 6 mesi, in aggiunta ai convenzionali farmaci inalatori, migliora la respirazione rispetto ai pazienti che utilizzano solo la terapia di base. Sono le conclusioni di un recente studio pubblicato sull’Annals of Allergy, Asthma and Immunology.

I risultati di questo trial, se confermati da studi più ampi, apriranno le porte all’assunzione della vitamina D nei pazienti asmatici, soprattutto quando la sintomatologia persiste nonostante la classica assunzione farmacologica.
Essendo stato ipotizzato il ruolo della vitamina D nell’immunità innata ed adattativa, nella riduzione dell’infiammazione e nel rimodellamento, gli autori di questo studio hanno valutato i possibili effetti sinergici della vitamina D in aggiunta ai tradizionali regolatori dell’asma (corticosteroidi inalatori con o senza aggiunta di β agonisti a lunga durata d'azione).

Questo studio, condotto dal dottor Saba Arshi, presso la Medical University di Teheran, e dai suoi colleghi, ha coinvolto 130 soggetti tra bambini e adulti (da 10 a 50 anni di età) con asma da lieve a moderato.
In aggiunta alla terapia farmacologica per l’asma mediante inalatori (budesonide o budesonide più formoterolo), una parte di pazienti partecipanti allo studio, scelti in maniera casuale, ha ricevuto per 24 settimane una supplementazione di vitamina D (un bolo intramuscolare di 100.000 UI e 50.000 UI settimanalmente per via orale).

Ad 8, 16 e 24 settimane sono stati valutati i parametri spirometrici quali la FEV1 (Volume Espiratorio Massimo nel I Secondo) ed il rapporto FEV1/FVC (Capacità Vitale Forzata).
Dopo 8 settimane di trattamento la FEV1 era migliorata significativamente ma i due gruppi non presentavano differenze significative (p=0,2 al basale e p=0.99 dopo 8 settimane). Un significativo miglioramento della FEV1 era stato osservato a 16 settimane e dopo 24 settimane migliorava sempre più nel gruppo supplementato con vitamina D (p<0,001).

Quindi sembrerebbe che la vitamina D migliori lo stato di salute degli asmatici ma, ci sono tanti quesiti che rimangono sospesi, posti dal dottor Mario Castro, professore di Pneumologia e Critical Care Medicine della Washington University School of Medicine a St. Louis, Missouri, a cui gli autori non hanno ancora risposto.

Il dottor Castro ha pubblicato solo da poco un lavoro su JAMA in cui sostiene che l’aggiunta di vitamina D alla terapia standard con corticosteroidi per via inalatoria serve a poco nei pazienti adulti affetti da asma.
“I ricercatori hanno misurato solo la funzione polmonare dei pazienti e non se i loro sintomi erano migliorati” ha sottolineato il dottor Castro, aggiungendo “il piccolo miglioramento della funzione polmonare sarebbe utile se confermato da altri miglioramenti relativi al controllo asmatico, come un minor numero di sintomi o una ridotta necessità di farmaci”.

Il dottor Castro ritiene che i pazienti, che hanno partecipato allo studio, non fossero particolarmente carenti di vitamina D; "Questo è un altro punto debole in quanto è improbabile vedere un effetto del trattamento quando i pazienti arruolati hanno normali livelli di questa vitamina".
Sicuramente non è possibile raccomandare la supplementazione di vitamina D nei pazienti con asma sulla base dello studio appena recensito e di quello condotto dal dottor Castro, ma esistono diversi studi in cui la supplementazione di vitamina D nei pazienti carenti e asmatici ha determinato alcuni miglioramenti.  

Il dottor Doug Brugge, professore di Salute Pubblica e Medicina della Comunità presso la Tufts School of Medicine di Boston, non coinvolto nello studio in esame, ha espresso la sua opinione in merito: "Penso che aggiungere alcune evidenze sulla vitamina D possa essere utile in termini di trattamento dell'asma e,  allo stesso tempo, possa contribuire al fatto che la vitamina D possa essere un fattore dell’asma".

Il dottor Brugge, che ha studiato le possibili cause ambientali dell'asma infantile, ha detto che lo studio sarebbe stato più convincente se, anziché chiedere telefonicamente, i ricercatori avessero controllato la corretta assunzione del farmaco come prescritto, ipotizzando che il gruppo supplementato con vitamina D abbia aderito alla terapia maggiormente rispetto al gruppo controllo.

"Pensare che la vitamina D possa aiutare gli asmatici è un'ipotesi ragionevole e il loro studio e alcuni altri studi forniscono la prova che potrebbe essere vero. Ma sono necessari ulteriori studi per confermarlo", ha concluso il dottor Brugge.
Ci sarà quindi ancora da aspettare prima di trarre conclusioni definitive.

Rif. S. Arshi, et al. The effects of vitamin D supplementation on airway functions in mild to moderate persistent asthma. Ann Allergy Asthma Immunol. 2014 Aug 1. pii: S1081-1206(14)00463-3. doi: 10.1016/j.anai.2014.07.005.
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