L'aderenza alla terapia anti BPCO non è più un problema. Ci pensa la tecnologia

Al congresso ERS di Milano è stato presentato il primo device elettronico in ambito respiratorio che, grazie alla combinazione con un'App per smartphone, permette il monitoraggio della terapia nei pazienti con asma.

Tra le principali sfide che lo pneumologo deve affrontare quotidianamente vi è l’aderenza alle terapie per i propri pazienti in cura per asma o Bpco.

“L’aderenza è un problema importante. Meno del 50% dei nostri pazienti assume le terapie in modo continuativo seguendo le nostre indicazioni”, spiega il professore Fulvio Braido, pneumologo della Clinica di Malattie Respiratorie e Tisiologia dell’Università degli Studi di Genova. “Anche l’OMS ha stabilito che, piuttosto che avere nuovi farmaci, sarebbe importante migliorare l’utilizzo degli strumenti che abbiamo già a disposizione.

Il rapporto medico-paziente ha un ruolo fondamentale per migliorare l’aderenza terapeutica, ma oggi la tecnologia sta andando incontro alle esigenze dei pazienti, i device stanno migliorando e consentono di aumentare l’aderenza alle terapie”.

In questa direzione sta andando la ricerca delle aziende farmaceutiche, le quali stanno puntando a migliorare i device, per renderli sempre più facili da utilizzare e con la possibilità di fornire al medico un feedback sul loro corretto utilizzo.

Come funziona Turbo+
Al congresso ERS di Milano è stato presentato il primo device elettronico in ambito respiratorio che, grazie alla combinazione con un'App per smartphone, permette il monitoraggio della terapia nei pazienti con asma.

Il device, che prende il nome di Turbo+, si assembla all'inalatore Turbohaler contenente budesonide/formoterolo ed è dotato di un “microfono” che permette di “sentire” quando il paziente fa l'inalazione e di registrare tutte le inalazioni attraverso l'App, così da offrire l'opportunità sia al paziente sia al medico curante di verificare la continuità terapeutica.

Il medico provvede alla registrazione del paziente nel momento stesso in cui consegna l'inalatore, così da garantire una corrispondenza univoca tra device e paziente. Una volta collegato attraverso l'App, scaricabile dal paziente sul proprio smartphone, Turbo+ invierà informazioni dettagliate sul numero e la data delle inalazioni, permettendo così al paziente un costante controllo della propria terapia. Il medico a sua volta avrà un accesso riservato attraverso un portale cosicché, durante la visita di controllo, potrà verificare se il paziente è ben controllato ed è aderente alla terapia.

Inoltre, l'App consente al paziente di impostare degli allarmi per ricordarsi di fare l'inalazione, supportandolo quindi nel rispetto della terapia.

Le informazioni di ritorno per il medico
Turbo+ permette al medico di verificare se il paziente sta assumendo correttamente il farmaco, seguendo le sue indicazioni, e se è aderente al trattamento. Inoltre, lo strumento permette al medico di monitorare l’andamento della terapia a cui è sottoposto il paziente. Se il paziente è aderente alla terapia, come registrato dallo strumento, ma non mostra i benefici sperati, il medico potrà quindi aggiustare il trattamento in base alle esigenze del paziente.

Turbo+ è quindi uno strumento che permette di controllare l’aderenza al trattamento ma anche di monitorare l’andamento della terapia.

Ad oggi, 100 centri italiani hanno a disposizione questo device ed oltre 350 pazienti lo stanno utilizzando.

"Questo strumento rappresenta un'importante innovazione nell'ambito del trattamento dei pazienti asmatici. Molto spesso i medici assegnano al paziente una terapia ma non hanno modo di sapere se questa sarà portata avanti con continuità: sappiamo che molto spesso ciò non avviene, soprattutto nel caso di pazienti non gravi, i quali sottovalutano la portata di questa patologia.

Penso quindi che questo strumento potrà aiutare sia i medici sia i pazienti a verificare che vi sia una effettiva continuità terapeutica", spiega Braido.

Elisa Spelta