Le cliniche multidisciplinari migliorano la cura della BPCO

Pneumologia
Le cliniche multidisciplinari virtuali sarebbero un modo innovativo per riunire pneumologi ospedalieri e medici di assistenza primaria per poter migliorare la cura delle persone con malattie polmonari a lungo termine come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco). È quanto emerge da un nuovo studio presentato al Meeting  invernale 2014 della British Thoracic Society, tenutosi a Londra dal 3 al 5 Dicembre.

La Bpco è una malattia correlata al fumo che colpisce milioni di persone in tutto il mondo. Vi è un'ampia variazione nella gestione e negli esiti di questa condizione.
L'evidenza suggerisce che molti pazienti non ricevono sempre un importante sostegno e un trattamento adeguato per aiutarli a smettere di fumare, come anche un esercizio e un’educazione  per  programma di riabilitazione polmonare.

Inoltre in questa tipologia di pazienti c’è un eccessivo ricorso ai corticosteroidi per via inalatoria (Ics), nonostante gli  Ics siano efficaci solo in un piccolo numero di pazienti e presentino crescenti preoccupazioni per i loro effetti collaterali, e i costi che il Sistema Sanitario Nazionale riporta sono elevati.
“Il 38% dei pazienti affetti da Bpco sono over-trattati con gli Ics” ha detto il dottor Patrick White, di Lambeth, Londra, analizzando i dati locali. Ciò ha portato a un nuovo studio, sviluppato dal King's Health Partners and Lambeth Ccg.

Le cliniche revisionavano  i singoli pazienti con Bpco e concordavano i piani di trattamento, tra cui le dimissioni e l'arresto delle assunzioni inappropriate degli Ics. Questo studio ha portato a una significativa riduzione delle prescrizioni in quantità elevate degli Ics e a un risparmio di £ 200.000 nell’economia sanitaria locale.
I ricercatori ritengono che, se i risultati verranno applicati in tutto il National Health Service (NHS), migliaia di pazienti potrebbero avere una cura migliore e più sicura e milioni di sterline potrebbe servire nell’investimento di trattamenti efficaci e servizi per la Bpco.

La dottoressa Grainne d'Ancona, che collabora presso la Guy's and St Thomas' NHS Foundation, parlando a nome del King's Health Partners Integrated Respiratory Team, ha spiegato: "Avvalendoci dell'esperienza di specialisti dell’apparato respiratorio, in una serie di casi siamo stati in grado di cambiare il focus della cura della Bpco. Dove è risultato appropriato, abbiamo consigliato il ritiro graduale del trattamento con gli Ics e interventi efficaci, come smettere di fumare ed effettuare una riabilitazione polmonare”.

Un sondaggio, presentato anche al BTS Winter Meeting, che ha indagato le opinioni dei membri del British Thoracic Society sul ruolo e sui benefici dell’assistenza integrata, ha rivelato che:
•    Il 77% ha ritenuto che la cura integrata migliori le condizioni sanitarie per i pazienti con una condizione di salute a lungo termine
•    L’87% ha evidenziato la continuità della cura come un vantaggio chiave per i pazienti
•    L’89% ha concordato sul fatto che gli specialisti integrati migliorino le relazioni tra cure primarie e secondarie

Il dottor Martyn Partridge, Professore di Medicina Respiratoria presso la National Heart and Lung Institute, Imperial College di Londra, e presidente del The British Thoracic Society Working Party sulle cure respiratorie integrate, in occasione del meeting, ha detto: "Le malattie dell'apparato respiratorio coprono una vasta gamma di condizioni, dalla tubercolosi, Bpco e cancro ai polmoni all'asma e all’apnea del sonno. Questa area varia e impegnativa invita ogni giorno gli operatori sanitari a diagnosticare, gestire e trattare una vasta gamma di malattie. Quindi, il meglio su cui possiamo lavorare è attraverso la cura primaria e secondaria, portando lo specialista più vicino al paziente.
Le cliniche virtuali della Bpco sono un ottimo esempio di lavoro positivo in cui gli specialisti possono condividere le loro conoscenze e competenze con i medici generici, a vantaggio sia dei pazienti che del sistema sanitario.

C'è un nuovo bisogno di formazione avanzata nella fornitura di cure integrate. Noi crediamo che una maggiore collaborazione tra gli specialisti dell'apparato respiratorio, i colleghi delle cure primarie e servizi comunitari migliorerà ulteriormente la gestione di quei pazienti con condizioni a lungo termine”.

Monica Guarini

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