Pneumologia

L'obesitÓ addominale Ŕ inversamente associata alla funzione polmonare nei fumatori

Fumatori attenti! Anche in assenza di sintomatologia respiratoria, l'obesitÓ addominale potrebbe avere un impatto negativo sulla funzione polmonare, stando ad uno studio pubblicato su BMC Pulmonary Medicine, che sembra suggerire come la perdita del vizio del fumo e la perdita di peso corporeo possano rappresentare, molto probabilmente, la soluzione ottimale per migliorare la salute polmonare in questa popolazione di pazienti, ancora in rapida crescita.

Fumatori attenti! Anche in assenza di sintomatologia respiratoria, l'obesità addominale potrebbe avere un impatto negativo sulla funzione polmonare, stando ad uno studio pubblicato su BMC Pulmonary Medicine, che sembra suggerire come la perdita del vizio del fumo e la perdita di peso corporeo possano rappresentare, molto probabilmente, la soluzione ottimale per migliorare la salute polmonare in questa popolazione di pazienti, ancora in rapida crescita.

Razionale dello studio
Che il fumo rappresenti una causa acclarata di malattia, essendo responsabile della maggior parte delle morti evitabili dovute e malattie CV, malattie respiratorie e cancro lo si sa ormai da molto tempo.

Focalizzando l'attenzione sulla funzione polmonare, i fumatori di tabacco mostrano una riduzione di questa funzione, che si caratterizza per una riduzione della FEV1 e della FVC nei test diagnostici.
Il fumo, inoltre, è stato associato a fattori ambientali, disordini genetici, infezioni respiratorie, cattive abitudini alimentari e, da ultimo, obesità.

E' stato peraltro documentato, in letteratura, come l'eccesso di peso possa avere un impatto negativo sul sistema respiratorio in ragione dei suoi effetti sugli scambi gassosi, la meccanica respiratoria, l'endurance muscolare e il controllo del respiro.

Per quanto non vi sia ancora oggi un consenso sui meccanismi fisiopatologici attraverso i quali l'eccesso di peso porta a complicanze respiratorie, si ritiene che, alla base di quanto osservato sopra vi sia un impatto meccanico dell'eccesso di peso corporeo sul diaframma e sulla parete toracica.

Gli studi finora condotti che hanno utilizzato il peso e il BMI come misure rilevanti di adiposità, ignorando altri aspetti legati alla composizione corporea, come la presenza di grasso viscerale o la distribuzione di adipe potrebbero, tuttavia, non avere determinato delle curve dose-risposta reali tra la distribuzione dell'adipe e l'incremento del rischio di mortalità per tutte le cause.

Su questi presupposti è stato concepito il nuovo studio, che si è proposto di valutare l'esistenza di un'associazione tra il peso corporeso, i nuovi indici di distribuzione del grasso e la funzione polmonare in una popolazione di fumatori (residenti in un'area del Mediterraneo), con assenza di diagnosi di malattia respiratoria.

Disegno dello studio e risultati principali
Sono stati utilizzati, a tal scopo, i dati dello studio spagnolo ESPITAP (), relativi a 738 fumatori (52,3% di sesso maschile), non affetti da malattie respiratorie, di età compresa tra i 35 e i 70 anni.
Su questa base di individui sono stati valutati il peso corporeo, l'altezza, il BMI, la circonferenza toracica (WC) e il rapporto vita-altezza (WhtR).
Tra i parametri relativi alla funzione polmonare considerati vi sono stati la FVC, la FEV1 e il rapporto FEV1/FVC.

Non vi erano differenze significative tra i 2 sessi in relazione all'età, ai dati sociodemografici, all'anamnesi medica o al BMI, per quanto negli uomini vi fosse la tendenza ad una maggiore altezza e pinguedine. Circa il 41% del campione di individui considerati nello studio era in sovrappeso, mentre il 24% era obeso, con valori sensibilmente più elevati negli uomini.

L'età media della “prima sigaretta” era più bassa nel sesso maschile rispetto a quello femminile (17,10 ± 4,73 anni vs. 18,71 ± 6,44); le donne, inoltre, consumavano un numero di sigarette più basso degli uomini (17,63 ± 9,30 sigarette/die vs. 20,72 ± 11,94).

Quanto alla funzione polmonare (FVC%, FEV1 % e rapporto FEV1/FVC) , questa era, in partenza, più deteriorata nel sesso maschile.

Passando ai risultati principali, è emerso che, in questa coorte di fumatori, il 22,2% del campione era affetto da obesità centrale.

La FVC% è risultata inversamente associata con tutte le misure antropometriche considerate nello studio (BMI, WC e WhtR), sia nella popolazione in toto che nel sesso maschile; nelle donne, invece, solo il BMI è risultato associato a FVC%.

La FEV1% è risultata inversamente associata sia al BMI che alla WC, nella popolazione in toto e a tutte le misure antropometriche nel sesso maschile.

Inoltre, sia il BMI che l'obesità sono risultate positivamente associate con il rapporto FEV1/FVC, sia in toto che dopo stratificazione in base al sesso; ciò suggerisce, pertanto l'esistenza di un pattern restrittivo che si spiega con l'alterazione della meccanica respiratoria sperimentata dalle persone obese.

Riassumendo
La distribuzione centrale di grasso sembra mostrare una più forte relazione con i parametri funzionali polmonari in entrambi i sessi.

In aggiunta al BMI, è possibile ottenere facilmente nella pratica clinica altri indici di distribuzione adiposa (WC e WhtR) che possono suggerire la necessità di fare esami di approfondimento della funzione polmonare, anche in assenza di sintomatologia respiratoria conclamata, accorciando i tempi di diagnosi e rendendo possibile, in questo modo, una gestione più appropriata del paziente.

Nicola Casella

Bibliografia
Sorlì-Aguilar M et al. Adiposity Markers and Lung Function in Smokers: : a cross-sectional study in a Mediterranean population. BMC Pulm Med. 2016;16(178) 
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