Malattia polmonare interstiziale associata ad artrite, risultati promettenti con abatacept

Abatacept, un noto farmaco utilizzato da tempo nel trattamento dell'artrite reumatoide (AR), potrebbe candidarsi a valida opzione di trattamento dei pazienti artritici che sviluppano malattia polmonare interstiziale (ILD). Lo dimostrano i risultati di uno studio spagnolo di recente pubblicazione su Seminars in Arthritis & Rheumatism.

Abatacept, un noto farmaco utilizzato da tempo nel trattamento dell'artrite reumatoide (AR), potrebbe candidarsi a valida opzione di trattamento dei pazienti artritici che sviluppano malattia polmonare interstiziale (ILD). Lo dimostrano i risultati di uno studio spagnolo di recente pubblicazione su Seminars in Arthritis & Rheumatism.

Che cosa è abatacept?
Abatacept è una proteina di fusione costituita dalla porzione Fc della immunoglobulina G1 e dal dominio extracellulare dell'antigene 4 del linfocita T citotossico.

La molecola, disponibile in Italia per il trattamento dell'AR dal 2007, è un modulatore selettivo della co-stimolazione delle cellule T, che previene l'attivazione di queste cellule mediante blocco dei segnali di co-stimolazione richiesti per generare una risposta immunitaria alle proteine e agli antigeni peptidici.

Perchè è stato testato proprio abatacept nei pazienti con AR e ILD?
Per quanto non comunissima, la compresenza di malattia polmonare interstiziale è un evento documentato nei pazienti affetti da AR (fino al 44% dei casi, secondo alcune stime). Inoltre, il suo riscontro, peraltro, risulta essere associato ad un incremento della mortalità  (è la seconda causa di morte nei pazienti con AR, dopo quella CV).

L'età avanzata, all'appartenenza al sesso maschile e lo status di fumatore rappresentano i fattori di rischio di ILD nei pazienti con AR.

Il trattamento di questa complicanza dell'AR rappresenta una vera e propria sfida, dal momento che alcuni farmaci di documentata efficacia nell'AR, come il MTX e i farmaci anti-TNF, sono risultati associati ad esacerbazioni di malattia.

Obiettivo dello studio, pertanto, è stato quello di verificare se il blocco della co-stimolazione dei linfociti T, ottenuto nei pazienti con AR grazie al trattamento con abatacept, potesse influenzare il decorso di ILD.

Qual è stato il disegno dello studio?
Per esplorare la possibilità di un possibile beneficio di abatacept sulla ILD associata ad AR, i ricercatori hanno condotto uno studio di registro, che ha incluso pazienti provenienti da 31 centri iberici con almeno 3 mesi di esposizione al trattamento con abatacept (dal 2000 al 2016).

Dei 63 pazienti con AR e ILD, 36 erano di sesso femminile, con un'età media di inizio assunzione di abatacept pari a 63 anni e una durata media di AR e di ILD pari, rispettivamente, a 6,8 e a ad un anno, rispettivamente.
La maggior parte dei pazienti era affetta da sieropositività al fattore reumatoide e agli ACPA, e più del 60% del campione era costituito da fumatori o ex fumatori.
Il pattern di ILD era rappresentato, solitamente, da polmonite interstiziale nel 43% dei casi, da polmonite interstiziale non specifica nel 27% dei casi e da bronchiolite obliterans o polmonite organizzata nella stessa percentuale (27%).

Tra i farmaci utilizzati dai pazienti al tempo della diagnosi di ILD vi erano MTX in 38 casi, leflunomide in 15, idroclorochina ed etanercept in 7 casi ciascuno, adalimumab in 3, infliximab e certolizumab in due casi ciascuno.

La dose mediana di prednisone era pari a 10 mg/die. Abatacept è stato somministrato a dosaggi standard per l'AR (10 mg/kg endovena a cadenza mensile o 125 mg/settimana sottocute).

In 26 pazienti, abatacept è stato somministrato in monoterapia mentre negli altri in concomitanza con un DMARDs come leflunomide, MTX o idroclorochina.
Al basale, la maggior parte dei pazienti aveva un grado di dispnea riportato su questionario mMRC (mMRC Modified Medical Research Council) pari a 0, 1 o 2 (dispnea assente, di grado lieve o di grado lieve-moderato).

La FVC media e la DLCO erano pari all'87,1% e al 64,4% del valore predetto, rispettivamente.

Quali sono stati i risultati principali dello studio?
Sul totale dei 63 pazienti con AR-ILD, due pazienti su 3, dopo un follow-up medio di 9,4 mesi, sono rimasti stabili sulla scala mMRC, mentre, dei pazienti rimanenti, un quarto di questi ha sperimentato un miglioramento di un punto sulla scala sopra citata.
Per contro, solo un paziente dei 19 pazienti asintomatici al basale è andato incontro a dispnea di grado 1.

Dopo un anno, la FVC è rimasta stabile in due pazienti su 3 mentre è migliorata di almeno il 10% dal basale in quasi il 20% dei casi. Quanto alla DLCO, invece, anche questa è risultata stabile in due pazienti su 3 mentre è migliorata del 10% in un paziente su 4.

I punteggi medi DAS28 sono passati da 5,03 al basale a 3,34 a 6 mesi e a 3,51 a 12 mesi. Quanto alle dosi mediane di prednisone, si è passati da 10 mg/die al basale a 5 mg/die a 12 mesi.

Su 22 pazienti che erano rimasti sintomatici e sottoposti a scansione TAC a risoluzione elevata ad un anno, è stata documentata la stabilizzazione di ILD in 11 casi, un miglioramento in 8 e un peggioramento della patologia in 3 casi.

Il trattamento con abatacept è stato interrotto in 11 pazienti nel corso del follow-up. Tra le ragioni alla base di questa osservazione vi sono l'insorgenza di eventi avversi (AE) come, ad esempio, le infezioni a carico del tratto respiratorio in 7 pazienti, una mancata efficacia sulla sintomatologia reumatica in tre casi e il peggioramento della sintomatologia polmonare in un caso. Un paziente è deceduto durante il follow-up di cardiopatia ischemica e un altro per recidiva di ILD dopo sospensione del trattamento con abatacept.

NC

Bibliografia
Fernández-Diaz C, et al "Abatacept in patients with rheumatoid arthritis and interstitial lung disease: a national multicenter study of 63 patients" Semin Arthritis Rheum 2018; DOI:10.1016/j.semarthrit.2017.12.012.
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