Meno di un'ora per distinguere tra infezione batterica e virale: un nuovo test contro ricoveri e terapie antibiotiche inappropriate

Un nuovo semplice test potrebbe permettere di ridurre l'uso scorretto di antibiotici e i ricoveri ospedalieri, perché in grado di riconoscere rapidamente le infezioni virali. È quanto emerso dai risultati di uno studio condotto nei Pronto Soccorso nel Regno Unito e presentato al Congresso Internazionale della European Respiratory Society, recentemente svoltosi a Parigi.

Un nuovo semplice test potrebbe permettere di ridurre l’uso scorretto di antibiotici e i ricoveri ospedalieri, perché in grado di riconoscere rapidamente le infezioni virali. È quanto emerso dai risultati di uno studio condotto nei Pronto Soccorso nel Regno Unito e presentato al Congresso Internazionale della European Respiratory Society, recentemente svoltosi a Parigi.

Le infezioni respiratorie, prevalentemente causate da patogeni virali, rappresentano un peso significativo per i Sistemi sanitari nazionali. Una diagnosi precoce e precisa potrebbe consentire di prendere decisioni cliniche più veloci, come dimissioni o meno, uso di antibiotici, attuazione di misure preventive alla diffusione di infezioni nosocomiali, con un chiaro risparmio per il SSN ma anche un evidente beneficio per il paziente.

Si stima che il test, che richiede solo 50 minuti per dare risultati, potrebbe far risparmiare agli ospedali circa 2.500 euro per mancato ricovero, e aiuterebbe ad alleviare la considerevole pressione invernale sugli ospedali, sempre a corto di letti disponibili. Non meno importante, contribuirebbe a ridurre lo sviluppo di resistenza agli antibiotici.

Sono stati presentati al Congresso i dati raccolti sui primi 1.075 pazienti, presentatisi in PS tra il 15 gennaio e il 1° maggio 2018.

Tra questi, il 61% presentava uno o più virus, di cui il 56% quello dell’influenza e il 54% altri virus, come rinovirus, coronavirus, metapneumovirus e adenovirus, causa di problemi respiratori, in particolare nei pazienti con malattia polmonare ostruttiva cronica ostruttiva (BPCO).

I risultati dei test sono stati combinati con altri importanti fattori clinici, come i risultati delle radiografie del torace e la mancanza di prove di infezione batterica, in 387 pazienti. Da questi, sono stati identificati 121 soggetti potenzialmente idonei ad evitare il ricovero in ospedale e gli antibiotici.

"I risultati iniziali sottolineano il potenziale di questo test” spiega dottor Kay Roy, medico consulente in medicina interna generale e respiratoria presso il West Hertfordshire Hospitals NHS Trust, Watford, e docente onorario senior presso l'Università di Hertfordshire, Hatfield (Regno Unito), primo Autore. “Siamo stati in grado di identificare 121 pazienti che avevano infezioni virali, non avevano alcuna evidenza di infezione batterica, presentavano una normale radiografia toracica e solo modesti indicatori di infiammazione. Di questi, nel 25% dei casi è stato successivamente evitato il ricovero in ospedale e nel 50% gli antibiotici. Nessuno dei 30 pazienti che hanno evitato il ricovero in ospedale e a cui non sono stati prescritti antibiotici ha avuto esiti clinici avversi, il che è rassicurante".

Point of care respiratory viral testing (POCT)
Il Point of care respiratory viral testing (POCT) è un nuovo servizio che è stato lanciato al Watford General Hospital (UK) il 15 gennaio 2018. È un test rapido e semplice da eseguire; si tratta di inserire un tampone nella narice del paziente per raccogliere un campione di secrezioni dal retro del naso (1 minuto); il campione viene preparato e inserito in una macchina compatta  per 3-5 minuti, che analizzerà e fornirà i risultati entro 43 minuti.

L'intero processo, dall’estrazione di un campione dal naso del paziente all'ottenimento di un risultato, dovrebbe durare meno di 50 minuti. “Questo si può tradurre in un impatto potenzialmente enorme sulla qualità dell'assistenza, migliorando il percorso del paziente consentendo di prendere decisioni informate e tempestive sulla gestione del paziente” commenta Roy. "Si tratta dello stesso test e della stessa tecnologia utilizzata nel nostro laboratorio di microbiologia, ma ora abbiamo portato l'apparecchiatura al capezzale del paziente. I risultati dei campioni inviati al laboratorio di microbiologia possono richiedere più di due giorni".

I vantaggi
“Quanto il test viene effettuato subito, subito dopo essere stati ricoverati al pronto soccorso” spiega Roy “il tunover dei letti migliora e si verificano meno chiusure dei posti letto a causa di infezioni virali. Questo è un risultato estremamente prezioso durante i periodi invernali, specialmente durante un'epidemia di influenza, quando i posti letto tendono a scarseggiare”.
Il costo del POCT viene compensato evitando, ad esempio, quello dei test di laboratorio di microbiologia. Inoltre va aggiunto il risparmio derivato dal mancato ricovero.

Il futuro
Sta per iniziare uno studio controllato randomizzato nella comunità, in cui i medici di base, supportati da specialisti pneumologi, potranno indirizzare i pazienti verso un centro comunitario per il POCT. Particolare attenzione potrà venir data ai pazienti con BPCO.

Bibliografia
-    Abstract no: PA2032, "Point of care respiratory viral testing (POCT): A novel service to target appropriate antimicrobial prescription and improve antibiotic stewardship", by Kay Roy et al; "Improving the outcomes of community-acquired pneumonia", poster discussion session, 08.30-10.30 hrs CEST, Monday 17 September, Room 7.2C.
-    Quick and easy test for viral infections reduces hospital admissions and antibiotic use.  https://erscongress.org/about-ers-2018/media-centre/press-releases/143-press-releases/614-viral-infections-test-antibiotics.html