In due studi di fase III su pazienti con asma grave eosinofila, l’anticorpo monoclonale anti-interleuchina-5 (IL-5) mepolizumab ha mostrato di ridurre il numero delle riacutizzazioni (endpoint primario nel primo trial) e l'impiego quotidiano di corticosteroidi orali (endpoint primario del secondo). Lo annuncia GlaxoSmithKline, che sta sviluppando il biologico, in un comunicato stampa.

Se fosse approvato, mepolizumab diventerebbe il primo trattamento non inalatorio per l'asma grave.

Dave Allen, capo della R&S sulle malattie respiratorie di GSK aferma nel comunicato che “i due studi mostrano una riduzione delle esacerbazioni in un gruppo specifico di pazienti con una forma grave di asma che continuano a peggiorare nonostante il trattamento con alte dosi della terapia di mantenimento.

Il primo studio, chiamato MEA115588, ha coinvolto 576 pazienti trattati con 75 mg di mepolizumab mediante infusione endovena oppure 100 mg sottocute o un placebo ogni 4 settimane per 32 settimane, in aggiunta alla terapia di mantenimento che stavano già facendo.

Dopo 32 settimane, nel gruppo trattato con 75 mg di anticorpo si è osservata una riduzione del 47% nelle riacutizzazioni dei sintomi asmatico rispetto al gruppo placebo (P <0,001)  e nel gruppo trattato 100 mg una riduzione del 53% (P <0,001).

La frequenza degli eventi avversi è stata rispettivamente dell’83%, 78 % e 84%, mentre quella degli eventi avversi gravi del 7%, 8% 14%.

Il secondo trial, chiamato MEA115575, ha riguardato 135 pazienti trattati con mepolizumab 100 mg sottocute o un placebo ogni 4 settimane per 24 settimane. Obiettivo: valutare se l’anticorpo contribuisca a ridurre la necessità di corticosteroidi orali. Dopo 20-24 settimane di trattamento, il gruppo trattato con mepolizumab ha mostrato maggiori riduzioni degli steroidi di mantenimento rispetto al gruppo di controllo (P = 0,008).

La frequenza di eventi avversi è risultata simile nei due gruppi di trattamento. Gli eventi avversi più comuni sono stati cefalea, affaticamento, sintomi da raffreddamento, sinusite e asma.

I risultati dello studio saranno presentati in uno dei prossimi congressi di settore e GSK spera di poter inoltrare domanda di approvazione alle agenzie regolatorie entro la fine del 2014.

Mepolizumab è un anticorpo monoclonale completamente umanizzato diretto contro l’IL-5, sviluppato per il trattamento dell’asma grave con infiammazione provocata da eosinofili, della granulomatosi eosinofila con poliangioite (EGPA), della sindrome ipereosinofila, dell’esofagite eosinofila e della poliposi nasale. Il farmaco è ancora in studio per tutte queste indicazioni.

L’IL-5 è una citochina che regola la crescita, l’attivazione e la sopravvivenza dei granulociti eosinofili, uno dei diversi tipi di globuli bianchi, e fornisce un segnale essenziale per il movimento di queste cellule dal midollo osseo ai polmoni e agli altri organi. Mepolizumab lega l’IL-5 impedendo il legame della citochina con il suo recettore presente sulla superficie degli eosinofili e in questo modo ne impedisce l’attivazione, riducendo l’infiammazione.

Alessandra Terzaghi