Nascite pre-termine: il rischio cresce per le donne asmatiche in gravidanza in base all'esposizione all'inquinamento ambientale

L'esposizione delle gestanti asmatiche ai pi¨ comuni agenti inquinanti urbani presenti nell'aria (monossido di carbonio e ossidi di azoto), sia nelle prime che nelle ultime settimane di gravidanza, pu˛ innalzare il rischio di nascite pre-termine. Questo l'allarme lanciato da uno studio di recente pubblicazione sulla rivista The Journal of Allergy and Clinical Immunology

L'esposizione delle gestanti asmatiche ai più comuni agenti inquinanti urbani presenti nell'aria (monossido di carbonio e ossidi di azoto), sia nelle prime che nelle ultime settimane di gravidanza, può innalzare il rischio di nascite pre-termine.

Questo l'allarme lanciato da uno studio di recente pubblicazione sulla rivista The Journal of Allergy and Clinical Immunology (1), che invita le autorità sanitarie a tenere nella giusta considerazione anche piccoli incrementi del rischio neonatale sopracitato in ragione dell'elevata prevalenza della condizione asmatica nella popolazione ostetrica e delle difficoltà di gestione di queste esposizioni a livello individuale.

Razionale dello studio                                           
Da tempo la comunità scientifica mondiale sta dedicando molta attenzione ai fattori ambientali che contribuiscono all'insorgenza di complicanze durante la gravidanza: “in letteratura – ricordano gli autori nell'introduzione al lavoro – numerose review hanno passato in rassegna la letteratura pubblicata relativa al rischio di nascite pre-termine a meno di 37 settimane di gestazione”.

Nel complesso, i dati sull'incidenza elevata di parti pre-termine associati con l'inquinamento ambientale sono contraddittori, tranne che nel caso dell'esposizione al monossido di carbonio o al particolato atmosfetico inquinante  (PM10) derivante dalla combustione dei motori delle auto e dal riscaldamento cittadino nel corso dell'utlimo trimestre di gravidanza, come documentato da una metanalisi di recente pubblicazione. In questo caso, infatti, l'evidenza di un'associazione significativa tra l'esposizione agli agenti inquinanti e il rischio di parti pre-termine è molto significativa, dal punto di vista statistico.

“Stando invece ad altre documentazioni presenti in letteratura – continuano gli autori – il rischio di parti pre-termine sarebbe associato in maniera particolare ad un range di finestre di esposizione al particolato atmosferico “più fine” (PM2,5) e al biossido di zolfo, nonché alla presenza nell'aria di altre sostanze tossiche come gli idrocarbuti aromatici policiclici”.

E' noto, peraltro, come le esacerbazioni di asma, e forse l'incidenza di questa condizione, siano correlate con una cattiva qualità dell'aria e come la prevalenza di asma sia non solo elevata ma sia essa stessa un fattore di rischio di nascite pre-termine, come documentato da uno studio condotto dalla stessa equipe di ricercatori finlandesi.

La crescente prevalenza della condizione asmatica nelle donne in età fertile, il permanere di difficoltà nel controllo dell'inquinamento urbano e l'assenza di studi che abbiamo chiaramente valutato il ruolo delle varie finestre temporali di esposizione agli agenti inquinanti con l'innalzamento del rischio di nascite pre-termine ha sollecitato la messa a punto di questo studio, che si è proposto di valutare l'interazione esistente tra l'asma materno e l'esposizione agli agenti inquinanti dell'aria  con il rischio di nascite pre-termine.

Cenni sullo studio e sui risultati principali
I ricercatori hanno passato in rassegna le cartelle cliniche elettroniche relative a 223.502 parti occorsi negli USA, utilizzando come criterio di valutazione una versione modificata di un modello di quantificazione, in base alla qualità dell'aria, del rischio di nascite pre-termine in base alla presenza di asma materno ed esposizione ad agenti inquinanti (the Community Multiscale Air Quality Model).

Per utilizzare il modello in questione, i ricercatori hanno analizzato l'esposizione al monossido di carbonio, all'ozono, al biossido di azoto, ai nitrati, al PM2,5 e al PM10 per ciascuna settimana di gestazione con i parti pre-termine avvenuti tra la 23esima e la 36esima settimana di gestazione rispetto alle donne che non partorivano precocemente.

In questo modo è stato possibile osservare, nonostante l'assenza di trend significativi a parti pre-termine anteriori alla 30esima settimana di gestazione, un numero di parti pre-termine più frequenti tra la 34esima e la 36esima settimana di gestazione.

Nello specifico, i ricercatori hanno documentato come la presenza di asma materno, associata con l'esposizione ai nitrati, al monossido di carbonio e al biossido di zolfo tra la 34esima e la 36esima settimana di gestazione fosse correlata ad un rischio elevato di nascite pre-termine.
I ricercatori, invece, hanno osservato l'esistenza di un'associazione invera tra l'esposizione all'ozono e le nascite pre-termine alla 34esima settimana di gestazione.

Lo studio ha dimostrato anche la presenza di un rischio significativamente più elevato di nascite pre-termine nelle donne esposte al monossido di carbonio e ai nitrati prima del concepimento e nelle prime fasi della gravidanza. Il rischio di nascite pre-termine è risultato più elevato anche nelle donne alle ultime 6 settimane di gestazione esposte al PM10.

Nel commentare i risultati, gli autori dello studio hanno rivendicato per il loro lavoro la primogenitura nell' aver preso in considerazione una finestra di esposizione pre-concezionale agli agenti pollutanti ambientali, allo scopo di verificare l'ipotesi secondo la quale l'esposizione molto precoce agli agenti sopracitati potrebbe indurre una risposta cronica infiammatoria o una risposta vascolare fisiologica predittiva di condizioni di impianto embrionale e di placentazione non ottimali.

“Gli effetti cronici dell'inquinamento ambientale sono ben noti, con riferimento agli effetti sul sistema respiratorio e cardiaco – ricordano gli autori nella discussione del lavoro – e vi sono dati da noi pubblicati che dimostrano un effetto cronico dell'esposizione pre-concezionale ai pollutanti ambientali sugli altri outcome legati alla gravidanza”.

“Nel complesso – aggiungono – questi dati suggeriscono la necessità di approfondire questo tema in nuovi studi”.

Riassumendo
Le donne asmatiche presentano un rischio più elevato di andare incontro a parti pre-termine dopo esposizione acuta ai principali agenti inquinanti presenti nelle aree urbane, sia in fase precoce (settimane 23, 26 e 29) che avanzata (settimane 34-36) di gestazione.

La fase pre-concezionale e le prime settimane di gestazione sembrano rappresentare finestre importanti di suscettibilità al rischio di nascite pre-termine con riferimento all'esposizione al monossido di carbonio, ai nitrati nonché al particolato atmosferico (PM10 e PM2,5).

Nicola Casella

Bibliografia
Mendola P et al. Preterm birth and air pollution: Critical windows of exposure for women with asthma. J Allergy Clin Immunol (2016); epub ahead-of-print
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