Nell'infezione da HIV rischio Tbc aumentato se la terapia antiretrovirale è ritardata

Pneumologia
Il rischio di tubercolosi (Tbc) nei pazienti HIV-positivi aumenta decisamente in 5 anni se l’avvio della terapia antiretrovirale (TARV) è ritardato. La segnalazione viene dallo studio condotto da Sean Collins, Department of Public Health, Weill Cornell Medical College, New York, presentato a Boston alla 21° Conference on Retroviruses and Opportunistic Infections (CROI). Il trial in aperto, randomizzato e controllato, ha incluso 816 pazienti di Haiti sieropositivi per HIV e naive per la TARV.

I pazienti sono stati randomizzati all’avvio della TARV entro 2 settimane dall’arruolamento (n=408) o al differimento dell’inizio della terapia antiretrovirale fino al declino della conta dei linfociti T CD4+ al di sotto di 200 cell/mmc (n=408).

Nel gruppo di terapia ritardata, l’assunzione dei farmaci antivirali è avvenuta dopo una media di 1,3 anni dalla randomizzazione. Dei  pazienti assegnati al gruppo di trattamento precoce, 355 sono in vita e continuano l’assunzione della TARV, mentre 30 sono stati persi al follow-up. Tra quelli del gruppo di terapia differita, 324 sono vivi e in terapia, 23 sono deceduti prima dell’inizio della TARV, 39 sono stati persi al follow-up e 4 hanno rifiutato la terapia ma sono inseriti nel programma di follow-up.

«Dopo 5 anni, la conte media di CD4+ nel gruppo di intervento precoce era significativamente più elevata rispetto alla conte del gruppo di terapia ritardata (574 cell/mmc vs 451 cell/mmc rispettivamente, p<0,0001)», ha riferito Collins. «In questo lasso di tempo abbiamo osservato un aumento significativo del rischio di contrarre Tbc tra i pazienti che hanno ritardato l’avvio della TARV (HR 1,69), rischio che si è mantenuto per tre anni dopo l’avvio della terapia».

Le curve di Kaplan-Meier relative alla probabilità di sopravvivenza libera da Tbc hanno rivelato una probabilità maggiore statisticamente rilevante di sopravvivenza a 5 anni nei soggetti trattati precocemente per l’infezione da HIV (p<0,0001), con una divergenza delle curve di sopravvivenza che iniziava dopo 6 mesi di terapia.

All’ analisi multivariata tempo-dipendente, il rischio di Tbc si correlava con una gravità dell’infezione da HIV individuata dallo stadio clinico 3 secondo la classificazione OMS (HR 2,26, p=0,01), con un declino della conta di CD4+ in frazioni incrementali di 50 cell/mmc (HR 1,30, p<0,0001) e con la riduzione dell’indice di massa corporea (HR 1,16, p<0,0001).

«I risultati di questo studio randomizzato mostrano come nei pazienti infettati dall’HIV ritardare l’avvio della terapia antiretrovirale sino a che la conta dei CD4+ non declini fino a un valore di 200 cell/mmc comporta una disfunzione a lungo termine del sistema immunitario e un rischio persistente di contrarre Tbc», ha concluso lo specialista statunitense.

Danilo Ruggeri

Increased Risk of TB and Persistent Immune Deficit With Delayed ART: A Randomized Trial From Haiti. 21st Conference on Retroviruses and Opportunistic Infections (CROI), Abstract 825

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