Nuovi antibiotici promettenti contro polmoniti e infezioni intra-addominali resistenti

Pneumologia
Due nuovi antibiotici, il primo fluoroketolide ad ampio spettro solitromicina e la nuova fluorociclina eravaciclina, potrebbero rappresentare valide alternative per il trattamento delle polmoniti e delle infezioni complicate intra-addominali resistenti ai farmaci. E’ quanto emerso da due studi presentati in occasione del 25° Congresso di Microbiologia Clinica e Malattie infettive che si è svolto a Copenhagen.

Solitromicina è un fluoroketolide e un macrolide di terza generazione sviluppato da Cempra Pharmaceuticals per la terapia delle polmoniti batteriche acquisite in comunità.

Eravaciclina è una fluorociclina, ovvero un derivato della tetraciclina, sviluppato da Tetraphase per la terapia delle infezioni intra-addominali complicate.

I due studio presentati a Copenahgen sono i trial di fase III SOLITAIRE, condotto su solitromicina, e IGNITE, che ha valutato eravaciclina.

Nello studio SOLITAIRE, nella popolazione intention-to-treat di 860 pazienti provenienti da 16 Paesi, solitromicina è risultata non inferiore a moxifloxacina per quanto riguarda la risposta clinica precoce (78,2% vs 77,9%, rispettivamente. Nei pazienti con età superiore ai 75 anni, solitromicina era più efficace rispettoa a moxifloxacina (84,0% vs 70,0%, rispettivamente).

Per quanto riguarda la sicurezza, gli eventi avversi erano comparabili fra i due gruppi analizzati.

I risultati di questo studio dimostrano che nelle polmoniti batteriche, la terapia con macrolidi potrebbe in futuro essere efficace anche da sola e non in combinazione con altri antibiotici.

“Con l’aumentare delle polmoniti resistenti a diversi antibiotici, avere a disposizione una nuova alternativa terapeutica offre l’opportunità di fermare l’infezione prima che questa diventi letale”, spiega Jorge Vidal dell’Università di Atlanta, tra gli autori dello studio.

Nello studio IGNITE, eravaciclina ha dimostrato di essere altamente attiva in vitro contro batteri gram positivi e gram negativi multi resistenti responsabili di infezioni tra-addominali complicate.

Nello studio, i 541 pazienti sono stati randomizzati 1:1 a ricevree eravaciclina endovena alla dose di 1 mg/kg ogni 12 ore o ertapenem 1 g/die. Nello studio sono state ottenuto delle colture al basale e il trattamento non è durato per più di 14 giorni. La visita di valutazione della cura è stata effettuata un mese dopo la randomizzazione.

Il test di valutazione della cura (Test-of-Cure, TOC) era simile con eravaciclina e ertapenem nell’analisi microbiologica intention-to-treat di pazienti con almeno un patogeno basale (86,8% vs 87,6% IC 95% -7,1 – 5,5. In accordo con le linee guida dell’Fda, in questa prima analisi è stato usato un margine del 10% per valutare la non inferiorità.
Il test TOC era simile anche con eravaciclina e ertapenem nell’analisi microbilogica intention-to-treat di pazienti che avevano ricevuto il farmaco in studio (87,0% vs 88,8%; 99% CI, –9,2 – 5,6) e nei pazienti senza deviazioni maggiori dal protocollo (92,9% vs 94,5%; 99% CI, –7,9 – 4,4).

I dati hanno supportato l’uso di eravaciclina per il trattamento delle infezioni intra-addominali, incluse le infezioni causate da patogeni resistenti ad altri antibiotici.

“Eravaciclina sembra più efficace nella lotta contro alcuni microrganismi”, spiega Joseph Solomkin dello University of Cincinnati College of Medicine, che ha partecipato allo studio. “Il problemi è con batteri resistenti a carbapenem, come Klebsiella e Pseudomonas. Gli attuali trattamenti, come la colistina e la polimixina B, somministrate solitamente con dosi elevate di meropenem o tigeciclina, sono altamente tossici. La dose di tigeciclina è limitata dalla tossicità”. Comunque” siccome eravaciclina può essere dosata ad un livello elevato, è probabile che potrebbe essere efficace conro questi microrganismi. Queste affermazioni necessitano, però di un’osservazione clinica”.
 
 
 
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