Pertosse, necessaria revisione dei protocolli di trattamento neonatale

Uno studio di recente pubblicazione su The Pediatric Infectious Disease Journal suggerisce la necessità di aggiornare le strategie per il trattamento dei casi più gravi di pertosse in età neonatale, includendo la conta cellulare leucocitaria e il trattamento dei casi presunti con azitromicina.

Uno studio di recente pubblicazione su The Pediatric Infectious Disease Journal suggerisce la necessità di aggiornare le strategie per il trattamento dei casi più gravi di pertosse in età neonatale, includendo la conta cellulare leucocitaria e il trattamento dei casi presunti con azitromicica.

“Nell'ultimo decennio – spiega l'autore principale dello studio – la nostra equipe di ricerca ha studiato molteplici aspetti legati alla pertosse neonatale. Nello specifico ci siamo occupati di approfondire gli aspetti legati alla patologia, alla patogenesi, ai fattori di rischio di mortalità, alle caratteristiche cliniche e ai vari approccio di trattamento”.

Al fine di comprendere meglio le caratteristiche e le modalità di trattamento della pertosse neonatale, i ricercatori hanno effettuato una cernita dei casi di malattia registrati presso il Dipartimento di Salute Pubblica della California (USA).

Tutti i bambini inclusi nello studio avevano un'età non superiore ai 4 mesi di vita ed erano stati ammessi in un reparto di cure pediatriche intensive nel corso del biennio 2013-2015.

Medici pediatrici specializzati in malattie pediatriche infettive hanno passato in rassegna cento cartelle mediche relative a piccoli pazienti visitati in 11 centri specializzati e presso il Dipartimento di Salute Pubblica sopra citato.

Tra i dati raccolti vi erano quelli relativi alla demografia dei pazienti, alla storia vaccinale per la pertosse materno-infantule, alla storia e alle caratteristiche di malattia, ai reperti radiografici ed ecocardiografici al torace, alla conta leucocitaria, ai tassi respiratori e alla misurazione del polso e alle diverse modalità di trattamento.

La diagnosi di pertosse veniva confermata mediante Pcr o esame colturale.

Dall'analisi della cartelle cliniche è emerso che 5 dei 100 bambini studiati, con diagnosi di pertosse, erano deceduti durante il periodo di trattamento e che la loro conta leucocitaria era significativamente più elevata rispetto a quella registrata nei neonati sopravvissuti.
L'età media dei neonati deceduti a causa della pertosse era pari a 23 giorni.
Sul totale dei 100 piccoli pazienti analizzati, il 34% di questi era stato intubato, il 18% era stato trattato con supporto inotropico e/o vasoattivo mentre il 22% era stato sottoposto a trattamento con steroidi. Inoltre, il 4% del campione di neonati era stato sottoposto ad ossigenazione extracorporea di membrana mentre il 3% era stato sottoposto ad emotrasfusione.

I ricercatori, sulla base di questi risultati, suggeriscono di effettuare ripetute conte leucocitarie, di trattare i casi presunti di pertosse con azitromicina, di valutare la presenza di ipertensione polmonare, di intubare e somministrare ossigeno negli episodi di apnea, nonché di somministrare agenti inotropici/vasoattivi per lo shock cardiogenico.
“In questo studio, solo 2 dei 96 casi di pertosse neonatale, nei quali era stata rilevata la temperatura corporea, hanno mostrato valori di temperatura pari o superiori a 38° C. L'assenza di febbre – conlcludono i ricercatori – è importante in quanto può portare i clinici, inizialmente persuasi di essere di fronte ad una comune infezione delle vie respiratorie superiori, a procrastinare il tempo della diagnosi e del trattamento appropriato di questa malattia potenzialmente pericolosa, se non letale”.
NC


Bibliografia
Cherry JD et al. An Observational Study of Severe Pertussis in 100 Infants <= 120 Days of Age. Pediatric Infectious Disease Journal: Post Acceptance: July 20, 2017 doi: 10.1097/INF.0000000000001710
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