Pneumologia

Polmonite da rhinovirus, quali i fattori di rischio nei pazienti trapiantati di midollo osseo?

Livelli elevati di impiego di steroidi, conta leucocitaria e monocitaria ridotte: sembrano essere questi i fattori che predispongono i pazienti trapianti di midollo osseo ad un incremento di infezioni polmonari sostenute da Rhinovirus. Lo dimostrano i risultati di uno studio presentato nel corso dell'edizione 2017 di BMT Tandem Meetings, un evento patrocinato congiuntamente da due associazioni scientifiche USA - ASBMT (American Society for Blood and Marrow Transplantation) e CIBMTR (Center for International Blood and Marrow Transplant Research).

Livelli elevati di impiego di steroidi, conta leucocitaria e monocitaria ridotte: sembrano essere questi i fattori che predispongono i pazienti trapianti di midollo osseo ad un incremento di infezioni polmonari sostenute da Rhinovirus.

Lo studio in questione è stato recentemente presentato nel corso dell'edizione 2017 di BMT Tandem Meetings, un evento patrocinato congiuntamente da due associazioni scientifiche USA - ASBMT (American Society for Blood and Marrow Transplantation) e CIBMTR (Center for International Blood and Marrow Transplant Research), svoltosi a Orlando (Florida, USA) lo scorso mese di febbraio.

Nei pazienti trapiantati di midollo osseo, un'infezione sostenuta da rhinovirus può rivelarsi più grave di un semplice raffreddore.

Nel nuovo studio retrospettivo presentato al congresso, i ricercatori hanno osservato che la mediana del tempo necessario per la progressione di un'infezione sostenuta da Rhinovirus da infezione a carico delle vie aeree superiori ad infezione delle vie aeree inferiori era pari, all'incirca, a due settimane nei pazienti trapiantati e che i fattori sopra menzionati predisponevano in misura maggiore allo sviluppo di infezione polmonare.

Su 3.445 pazienti trapiantati di midollo osseo trattati in un centro universitario nel corso dei 6 anni dello studio, 732 pazienti (pari al 21%) sono risultati positivi a Rhinovirus umani.

I pazienti sono stati classificati come sofferenti di infezione a carico delle vie respiratorie superiori se mostravano positività (rilevata mediante PCR) al tampone nasale.

Quelli con infezione a carico delle vie respiratorie inferiori, invece, erano classificati in 3 categorie: 1) infezione certa, documentata mediante lavaggio broncoalveolare o biopsia in pazienti con nuova anomalia radiografica; 2) infezione probabile, documentata mediante lavaggio broncoalveolare o biopsia ma senza variazione radiografica; 3) infezione possibile, documentata da presenza virus nelle vie aeree superiori, rilevata mediante tampone nasale, ma senza anomalia radiografica.

Passando ai risultati, nei pazienti che mostravano positività ai Rhinovirus umani, l'85% (n=665 pazienti) erano affetti da infezioni a carico delle vie respiratorie superiori mentre il 15% (n=117 pazienti) era affetto da infezioni polmonari.

Le mediana del tempo alla progressione dell'infezione sostenuta da Rhinovirus è stata pari a 13,5 giorni. La progressione ad infezione certa a carico delle vie respiratorie inferiori ha riguardato il 5% dei pazienti trapiantati del campione di pazienti in studio.

Dall' analisi multivariata, inoltre, è emerso che una conta leucocitaria minima (uguale o inferiore a 1.000) era associata ad un hazard ratio (HR) di progressione ad infezione del tratto respiratorio inferiore pari a 2,21, mentre una conta monocitaria minima (uguale o inferiore a 1.000) era associata ad un HR pari a 3,66.

Il modello di analisi multivariata, infine, ha mostrato che l'hazard ratio di progressione dell'infezione sostenuta da Rhinovirus ad infezione polmonare era pari a 3,37 in corrispondenza dell'impiego di steroidi ad un dosaggio giornaliero uguale o superiore a 2 mg/kg.

Al contrario, invece, né il regime di condizionamento del paziente (soppressione irreversibile del midollo osseo del paziente da trapiantare prima del trapianto) né la tipologia di donatore hanno avuto una qualche influenza sul pattern di progressione polmonare dell'infezione respiratoria sostenuta da Rhinovirus.

Altri fattori che non sono risultati associati a progressione polmonare dell'infezione respiratoria sostenuta da Rhinovirus sono stati la presenza di agenti patogeni virali concomitanti, il numero di episodi pregressi di infezione respiratoria sostenuta da virus e il tempo trascorso dal trapianto di midollo osseo, come pure l'età del paziente trapiantato, la funzione polmonare al basale e l'anno di esecuzione del trapianto.

NC

Bibliografia
Waghmare A et al. Human Rhinovirus Infections in Hematopoietic Cell Transplant Recipients: Factors Determining Progression to Lower Tract Disease. Biology of Blood and Marrow Transplantation, Volume 23, Issue 3, Supplement, March 2017



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