Polmonite da S. aureus, nuove speranze da anticorpo monoclonale

Pneumologia

Stando ai risultati preliminari di uno studio di Fase II presentato a New Orleans, negli USA, nel corso dell'edizione annuale del congresso dell'American Society of Microbiology, le malattie infettive protrebbero presto diventare il nuovo target terapeutico per questa classe di molecole: una singola iniezione di AR-301, un anticorpo monoclonale attualmente in fase di sviluppo clinico, sarebbe sicura ed efficace come trattamento aggiuntivo delle polmoniti gravi sostenute da S aureus.

Il ricorso agli anticorpi monoclonali in farmacologia ha da tempo solide applicazioni in vari settori della medicina, dall'oncologia alla dermatologia e alle malattie multiple infiammatorie,

Stando ai risultati preliminari di uno studio di Fase II presentato a New Orleans, negli USA, nel corso dell'edizione annuale del congresso dell'American Society of Microbiology, le malattie infettive protrebbero presto diventare il nuovo target terapeutico per questa classe di molecole.

Uno studio presentato al congresso, infatti, ha dimostrato come una singola iniezione di AR-301, un anticorpo monoclonale attualmente in fase di sviluppo clinico, sia sicura ed efficace come trattamento aggiuntivo delle polmoniti gravi sostenute da S aureus.

Nello specifico, il nuovo anticorpo monoclonale messo a punto da Aridis Pharmaceuticals, un'azienda biotecnologica USA, attacca l'alfa-tossina secreta da S. aureus, e in questo modo aiuterebbe e proteggere le cellule del sistema immunitario.

Per arrivare a questi risultati preliminari, i ricercatori hanno valutato 48 pazienti, reclutati tra il 2012 e il 2016, in un trial clinico randomizzato e controllato in doppio cieco.

Tutti i partecipanti sono stati sottoposti a trattamento con iniezione singola di placebo o AR-301 (ad una delle 4 dosi testate), onde saggiare sia la tollerabilità che l'efficacia dell'anticorpo.

La polmonite sostenuta da S. aureus è notoriamente un problema di salute pubblica di non poco conto: l'antibiotico-resistenza a questo microrganismo è elevata e comporta la necessità di trovare nuove opzioni di trattamento efficaci.

“Gli studi condotti su modelli animali – hanno ricordato gli autori nel corso della presentazione del loro studio – sembrano documentare una certa efficacia dell'anticorpo monoclonale in questione. Lo studio presentato al congresso è il primo condotto nell'uomo ad aver utilizzato un anticorpo monoclonale per trattate una polmonite comunitaria dovuta a S. aureus”.
Passando ai dettagli dello studio, il trattamento assegnato durante la randomizzazione è iniziato nel corso delle prime 36 ore dall'insorgenza di polmonite severa. La severità della polmonite si basava su un rapporto medio PaO2/FiO2 pari a 147 e/o sulla necessità di ricorso a catecolamine.
Sei casi di polmonite erano associati ad antibiotico-resistenza multidrug (MRSA), mentre i rimanenti 42 casi erano associati ad infezione da S. aureus suscettibile alla meticillina.
Il punteggio medio APACHE II era pari a 18,7 mentre il Clinical Pulmonary Infection Score era pari a 9,6. Invece il punteggio medio del Sequential Organ Failure Assessment era pari a 6,9.
I partecipanti allo studio erano stati reclutati da 13 reparti di Medicina Intensiva dislocati in 4 paesi. Quasi l'80% dei partecipanti allo studio era di sesso maschile, con un'età media di 56 anni e un BMI medio di 29 kg/m2. Erano a discrezione dei ricercatori dello studio la scelta di un trattamento antibiotico concomitante e la durata del trattamento.
L'infezione da S. aureus era considerata eradicata in presenza di una negatività colturale al follow-up, un obiettivo che è stato raggiunto dal 63% dei 16 pazienti allocati a gruppo placebo e dal 75-88% di quelli trattati con l'anticorpo monoclonale sperimentale ai 4 dosaggi testati.
L'eradicazione dell'infezione si basava anche sull'osservazione di successo clinico del trattamento in assenza di coltura confermativa. Questo obiettivo è stato raggiunto dal 38% dei pazienti allocati al gruppo placebo e dal 13-25% dei pazienti trattati con AR-301 ad uno dei 4 dosaggi testati.
Nello specifico, sette pazienti del gruppo placebo e 15 trattati con AR-301 hanno soddisfatto l'obiettivo dell'eradicazione batterica in base a questi criteri.
Sul fronte della safety, gli effetti collaterali osservati nel corso del trial sono stati  fondamentalmente di entità minore e transitori: su 343 eventi avversi totali, solo 8 (pari al 2,3%) sono risultati essere associati al trattamento.
In conclusione, il trattamento delle malattie infettive mediante terapia con anticorpi moniclonali sembra essere promettente, in ragione della specificità del trattamento e dell'assenza di resistenze ai farmaci.
Lo studio suggerisce come il trattamento aggiuntivo all'antibiotico-terapia con AR-301 appaia sicuro nel trattamento delle polmoniti batteriche acquisite in ospedale.
Il prossimo step sarà quello di confermare questi risultati con uno studio di follow-up di dimensioni più appropriate e che includa un numero maggiore di outcome di efficacia.
NC

Bibliografia
Gonzalez C et al. Safety and Efficacy of a Single Administration of AR-301, a Human Monoclonal Antibody, in Patients with Severe Pneumonia Caused by Staphylococcus aureus: First in Man Trial. ASM Microbe 2017; Abstract n. 6593
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