Polmoniti comunitarie, nessun vantaggio dall'aggiunta di un macrolide in pazienti con HIV

Pneumologia

L'aggiunta di un macrolide ad un trattamento antibiotico beta-lattamico non migliora gli esiti di polmonite comunitaria in pazienti sieropositivi per il virus HIV. Lo dimostra un piccolo studio brasiliano che è stato presentato come abstract nel corso dell'edizione annuale del congresso annuale ESCMID (European Society of Clinical Microbiology and Infectious Diseases), tenutosi quest'anno ad Amsterdam.

L'aggiunta di un macrolide ad un trattamento antibiotico beta-lattamico non migliora gli esiti di polmonite comunitaria in pazienti sieropositivi per il virus HIV.

Lo dimostra un piccolo studio brasiliano che è stato presentato come abstract nel corso dell'edizione annuale del congresso annuale ESCMID (European Society of Clinical Microbiology and Infectious Diseases), tenutosi quest'anno ad Amsterdam.

In letteratura, ricordano gli autori dell'abstract presentato al congresso, alcuni studi hanno dimostrato come l'aggiunta di un macrolide al trattamento antibiotico beta-lattamico possa ridurre la letalità nei pazienti ospedalizzati per polmoniti comunitarie, anche se nessuno di questi si è soffermato a studiare l'effetto del trattamento nella sottopopolazione dei pazienti con HIV concomitante.

Di qui l'obiettivo del nuovo studio, che si è proposto di valutare l'effetto dell'aggiunta di macrolidi in questa popolazione specifica di pazienti.

Lo studio ha coivolto 228 pazienti con infezione da HIV di lungo corso, affetti da polmonite comunitaria, che sono stati randomizzati a due regimi di trattamento.

Il primo era rappresentato dal trattamento standard con 1g di ceftriaxone endovena (ogni 12 ore) più placebo per un tempo minimo pari ad una settimana.

Il secondo regime di trattamento, invece, prevedeva il trattamento standard con ceftriaxone, associato, in luogo del placebo, a trattamento con azitromicina 500 mg/die o claritromicina 500 mg ogni 12 ore.

I pazienti reclutati nello studio avevano un'età media di 40 anni, e una durata mediana dell'HIV pari a 12 anni.

Solo un pazienti su 5 era trattato regolarmente con la terapia antiretrovirale HAART, come documentato dalla bassa prevalenza di pazienti con una carica virale minima (inferiore a 50 copie/mL).

La conta mediana delle cellule T CD4 variava in modo ampio nei pazienti reclutati nello studio, ma nella metà dei casi era inferiore a  50 cellule/mm3.

Inoltre, un paziente su 3 dello studio era affetto da comorbidità, la più comune delle quali era rappresentata dell'ipertensione (12%), seguita da malattia epatica (10%). Molti pazienti avevano fatto uso di tabacco (41%) e di sostanze illecite (un paziente su tre).

La maggior parte di pazienti dello studio (60%) risultava essere nelle classi di rischio I-III in base al Pneumonia Severity Index. Il 20% dei pazienti aveva un rischio di classe III e il resto presentava un rischio di classe IV e V.

I risultati dell'analisi intention-to-treat hanno documentato una mortalità intraospedaliera pari all'11% nel gruppo sottoposto solo a terapia antibiotica beta-lattamica e addirittura superiore (15%) nel gruppo trattato anche con macrolidi (anche se la differenza percentuale non è risultata statisticamente significativa).

Il tempo necessario al raggiungimento della stabilità clinica è stato simile in entrambi in  gruppi (5 giorni), come pure la durata della degenza ospedaliera (14 giorni).

Nel commentare i risultati, gli autori dello studio hanno dichiarato che il loro prossimo obiettivo sarà quello di continuare ad esaminare i dati esistenti, allo scopo di determinare se un sottogruppo specifico possa trarre beneficio dalla terapia di combinazione.
Allo stato attuale, però, la terapia di combinazione non sembra dare un beneficio aggiuntivo in quei pazienti affetti da polmonite comunitaria che risultano anche essere sieropositivi al virus HIV. 

NC

Bibliografia
Mello et al.Macrolide addition to beta-lactam treatment for community-acquired pneumonia in hospitalized people living with HIV: preliminary findings from randomized clinical trial || Abstract #3978, ESCMID 2016
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