Polmoniti comunitarie, nuovo macrolide supera studio Fase III

Pneumologia
Un nuovo antibiotico orale, appartenente alla classe dei macrolidi, si è dimostrato non-inferiore ad un fluorochinolone in un ampio studio di fase III, presentato nel corso del congresso CHEST 2015 a Miami (USA) e condotto in pazienti affetti da polmoniti  acquisite in comunità (CAP).

Solitromicina, questo il nome del nuovo promettente antibiotico, è un macrolide di quarta generazione/primo fluoroketolide ad ampio spettro che ha una struttura molecolare progettata per assicurare una maggiore protezione contro l'insorgenza di resistanze microbiche, legandosi a 3 siti  del ribosoma batterica anziché ad un solo sito, come nel caso dei macrolidi convenzionali.

Studi in vitro e in vivo hanno dimostrato l'efficacia del farmaco verso lo  Streptococcus pneumoniae nonché un 'attività ad ampio spettro verso lo Staphylococcus aureus con resistenza alla meticillina acquisita in comunità, nonché verso streptococchi, Haemophilus, enterococchi e M. avium.

I risultati presentati al congresso provengono dal trial di Fase III SOLITAIRE-ORAL, uno studio clinico randomizzato condotto in America, Europa e Russia e che ha reclutato pazienti affetti da CAP di severità PORT II-IV. I pazienti selezionati nel trial presentavano un'insorgenza acuta o un preggioramento di tre dei seguenti 4 sintomi: tosse, dispnea, dolore toracico ed espettorato toracico.
I pazienti avevavo febbre o ipotermia o altri segni fisici consistenti con la presenza di CAP, nonché un referto radiografico di infiltrati polmonari lobari o parenchimali a distribuzione irregolare.

I pazienti reclutati nello studio sono stati randomizzati al trattamento con moxifloxacina orale per 7 giorni o con solitromicina orale per 5 giorni e placebo per i 2 giorni successivi.

La risposta clinica precoce (L’FDA raccomanda di raggiungere entro 72 ore dall’inizio del trattamento gli end point di risposta nei trial clinici condotti sulla terapia della CAP) è stata valutata a 4 giorni mentre il follow-up a breve termine (SFU) è stato condotto da 12 a 17 giorni. Invece, il follow-up per la mortalità a lungo termine è continuato da 28 a 32 giorni.

La risposta clinica precoce era definita dal miglioramento rilevato di 2 dei sintomi seguenti (tosse, dolore toracico, difficoltà con la produzione di escreato e dispnea) senza peggioramento di nessuno di questi. La condizione di non-inferiorità nel SFU era definita come successo o fallimento terapeutico a discrezione del ricercatore.

La popolazione ITT (intent-to-treat) era costituita da 860 pazienti randomizzati ad uno dei 2 trattamenti testati. Metà dei pazienti presentava una severità di malattia PORT II, il 40% aveva una severità di malattia PORT III e il rimanente 10% una severità PORT IV.

I risultati hanno mostrato la non-inferiorità del trattamento con solitromicina rispetto al fluorochinolone di controllo: i pazienti trattati con solitromicina mostravano un tasso di risposta clinica precoce pari al 78,2% rispetto al 77,9% documentato nei pazienti randomizzati al trattamento con moxifloxacina.

Non solo: i dati prodotti dallo studio hanno documentato il soddisfacimento della condizione di non-inferiorità per solitromicina in un ampio spettro di analisi per sottogruppi che includevano livelli differenti di severità di malattia (in base alla classificazione PORT), età differenti e anamnesi positiva di malattia polmonare. Quanto agli outcomes di mortalità e di safety dei trattamenti, questi sono risultati simili nei 2 gruppi.

Inoltre, il trial ha soddisfatto i criteri di non-inferiorità per gli outcome anche durante l'SFU. Ciò è di particolare rilievo dato il ruolo chiave di questo endpoint per l'approvazione dei farmaci in Europa.

“L'efficacia tra i gruppi di trattamento è risultata paragonabile e la mortalità pressochè sovrapponibile – hanno affermato gli autori dello studio. - Anzi, la mortalità complessiva è risultata inferiore a quella predetta sulla base della distribuzione dei punteggi PORT di severità di malattia”.
“Solitromicina – hanno aggiunto - si è dimostrata molto efficace sulla risposta clinica precoce nei pazienti anziani, la popolazione a maggior rischio di insorgenza di CAP”.

Tali risultati, se confermati, suggeriscono come solitromicina possa fornire ai clinici una opzione aggiuntiva nel trattamento delle CAP, a fronte dell'aggravarsi del fenomeno delle resistenze microbiche che stanno minando i successi finora conseguiti dall'antibioticoterapia.

Nicola Casella

Bibliografia
Oldach D, et al "Results from a phase III trial in moderate to moderately severe community acquired bacterial pneumonia (CABP) treated as outpatients with a new oral macrolide, solithromycin" CHEST 2015; DOI: 10.1378/chest.2277759.
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