Polmoniti comunitarie pediatriche e batteriemia, il punto

La batteriemia Ŕ rara nei bambini ospedalizzati per polmoniti comunitarie, stando ai risultati di uno studio pubblicato su Pediatrics. Se presente, comunque, conferisce alla polmonite caratteristiche di severitÓ maggiori. Lo studio ha suggerito anche che le emocolture potrebbero non essere appropriate per tutti i bambini, mentre potrebbero avere maggior senso in quello con effusione parapneumonica e ospedalizzazione in Medicina Intensiva.

La batteriemia è rara nei bambini ospedalizzati per polmoniti comunitarie, stando ai risultati di uno studio pubblicato su Pediatrics. Se presente, comunque, conferisce alla polmonite caratteristiche di severità maggiori.

Lo studio ha suggerito anche che le emocolture potrebbero non essere appropriate per tutti i bambini, mentre potrebbero avere maggior senso in quello con effusione parapneumonica e ospedalizzazione in Medicina Intensiva.

“I benefici potenziali della positività emocolturale in pazienti affetti da polmoniti comunitarie comprendono la capacità di restringere lo spettro antibiotico, predire gli outcome e dare informazioni sull’efficacia vaccinale; ma fino ad ora l’impatto delle emocolture non era stato approfondito a dovere – hanno affermato i ricercatori nello studio”.
 
Gli autori della pubblicazione hanno anche notato che le linee guida della Pediatric Infectious Diseases Society e della Infectious Diseases Society of America raccomandano il ricorso di routine alle emocolture in tutti i bambini ospedalizzati per polmonite comunitaria, anche se gli effetti di questa prassi in tutti i bambini ospedalizzati per polmonite non sono ancora chiari.

Di qui il nuovo studio, nel corso del quale sono stati analizzati i dati relativi a bambini ospedalizzati e  soggetti pediatrici che erano affetti da polmoniti ed erano stati reclutati nello studio EPIC (the Etiology of Pneumonia in the Community) tra il 2010 e il 2012.

Su 2.358 bambini inclusi nello studio, il 91% era stato sottoposto a prelievi per emocoltura.
Nel 2,2% dei casi, i ricercatori sono stati in grado di documentare la presenza di batteriemia e, in presenza di questa condizione, i ceppi batterici maggiormente osservati erano lo S. pneumoniae (n=23; 50%), lo S. aureus (n=6; 13%) e lo S. pyogenes (n=4; 9%).

I bambini con documentazione di batteriemia erano, in prevalenza, di sesso maschile e affetti da effusione parapneumonica. Invece, in un numero meno frequente di casi, mostravano irritazione al petto o respiro sibilante o un ciclo pregresso di trattamento con antibiotici.

Lo studio ha documentato outcome negativi più frequenti nei bambini con batteriemia, come maggiore durata della degenza ospedaliera (mediana=5,8 vs. 2,8 giorni; aHR=0,79; IC95%=0,73-0,86), maggior rischio di ospedalizzazione in Medicina d’Urgenza (43% vs. 21%; aOR=5,21; IC95%= 3,82-6,84) e di ricorso a ventilazione meccanica  (30% vs. 8%; aOR=5,28; IC95%= 2,41-11,57).

I ricercatori hanno anche notato che la maggior parte dei bambini affetti da polmoniti associate a batteriemia erano stati sottoposti ad antibiotico terapia empirica ad ampio spettro. Due pazienti su 3 sono stati successivamente sottoposti a terapia antibiotica a spettro più ristretto una volta che è stata identificata la batteriemia causa di infezione.

Da ultimo, è stato anche osservato che la maggior parte degli agenti patogeni identificati nei pazienti con polmonite comunitaria associata a batteriemia era suscettibile al trattamento con penicillina, suffragando osservazioni precedenti di letteratura.

Tali risultati, nel complesso, suffragano le raccomandazioni vigenti delle linee guida sopra menzionate (PIDS e IDSA) sull’impiego di aminopenicilline a spettro più ristretto nei bambini con sospetta polmonite comunitaria di origine batterica.

NC

Bibliografia
Fritz CQ, et al. Prevalence, Risk Factors, and Outcomes of Bacteremic Pneumonia in Children Pediatrics. 2019;doi:10.1542/peds.2018-3090.
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