Polmoniti da S. aureus resistenti a meticillina, review fa il punto sulla terapia

I dati relativi all'impiego di trimetoprim-sulfametossazolo (TMP-SMX), clindamicina, doxiciclina o minociclina sono ancora poco rappresentativi per raccomandarne l'impiego nel trattamento delle polmoniti da S. aureus resistenti a meticillina (MRSA). Questo il responso di una review di recente pubblicazione su the Annals of Pharmacotherapy che hanno censito la letteratura al riguardo.

I dati relativi all'impiego di trimetoprim-sulfametossazolo (TMP-SMX), clindamicina, doxiciclina o minociclina sono ancora poco rappresentativi per raccomandarne l'impiego nel trattamento delle polmoniti da S. aureus resistenti a meticillina (MRSA). Questo il responso di una review di recente pubblicazione su the Annals of Pharmacotherapy che hanno censito la letteratura al riguardo.

Ad oggi, ricordano gli autori della rassegna di letteraturam pubblicata, le linee guida IDSA (the Infectious Disease Society of America) raccomandano l'impiego di vancomicina e linezolid nel trattamento delle polmoniti mrsa, per quanto la vancomicina sia risultata associata ad un tasso ridotto di successi in clinica e linezolidi, invece, a problemi significativi di tossicità.

Allo scopo di studiare l'efficacia di opzioni terapeutiche alternative, gli autori della review hanno condotto una ricerca sistematica di letteratura (dal 1946 al mese di maggio di quest'anno), volta ad identificare gli studi nei quali hanno fatto parte di un regime di trattamento la combinazione TMP-SMX, clindamicina, doxiciclina o minociclina.

La ricerca di letteratura ha identificato 16 articoli che sono stati utilizzati per l'analisi successiva (6 su TMP-SMX, 8 su clindamicina, nessuno per doxiciclina e 2 per minociclina).

Per quanto riguarda TMP-SMX, i trial randomizzati prospettici e gli studi retrospettivi hanno dato risultati poco consistenti, in ragione del numero di pazienti coinvolti assai limitato e della possibile presenza di bias. Ad ogni modo, gli autori hanno notato che questi studi non erano stati originariamente pensati per valutare gli outcome di trattamento specifici delle polmoniti mrsa.

Quanto alla clindamicina, invece, per quanto questo agente farmacologico sia raccomandato come opzione di trattamento di seconda linea nelle polmoniti mrsa, gli studi identificati dalla ricerca di letteratura sul suo impiego da sola o con altri antibiotici sono risultati piuttosto limitati.
“Se la clindamicina deve essere considerata nel novero delle opzioni di trattamento possibili per la polmoniti mrsa – hanno sottolineato i ricercatori – è importante assicurarsi che l'isolato batterico sia suscettibile e che venga utilizzato il D-testing per escludere l'esistenza di altre resistenze inducibili, dal momento che la suscettibilità di S. aureus alla clindamicina si è ridotta, solo negli Usa, del 40% nel corso degli ultimi anni”.

Da ultimo, i dati a supporto dell'impiego di minociclina, come per le tetracicline, sono ancora basati solo su dati provenienti da studi retrospettivi limitati.

In conclusione, “...anche se TMP-SMX, clindamicina, doxiciclina e minociclina mostrano una buona biodisponibilità e penetrazione polmonare, che rappresentano le caratteristiche ideali per l'efficacia di un farmaco, le evidenze a favore di un loro impiego nelle polmoniti mrsa restano ancora incerte – scrivono i ricercatori nelle conclusioni della review”.

“I clinici, pertanto – aggiungono – dovrebbero basare le loro preferenze di scelta sul loro impiego in base ai risultati di suscettibilità dei ceppi batterici, al fine di determinarne l'utilità caso per caso”, in attesa che nuovi studi siano in grado di confermarne l'efficacia nella pratica clinica reale.

NC

Bibliografia
Hong J et al. What Is the Evidence for Co-trimoxazole, Clindamycin, Doxycycline, and Minocycline in the Treatment of Methicillin-Resistant Staphylococcus aureus (MRSA) Pneumonia?
Annals of Pharmacotherapy 2019; e-pub ahead-of-print
Leggi