Pneumologia

Polmoniti ospedaliere virali pediatriche di origine sconosciuta: diagnostica ad ampio spettro individua agenti patogeni in un caso su tre

L'impiego di metodi diagnostici ad ampio spettro è in grado di identificare gli agenti patogeni responsabili di insorgenza di polmoniti comunitarie non identificate in precedenza in un paziente pediatrico su 3 ospedalizzato. Questi i risultati di uno studio pubblicato su The Journal of Infectious Diseases.

L'impiego di metodi diagnostici ad ampio spettro è in grado di identificare gli agenti patogeni responsabili di insorgenza di polmoniti comunitarie non identificate in precedenza in un paziente pediatrico su 3 ospedalizzato.

Questi i risultati di uno studio pubblicato su The Journal of Infectious Diseases.

Le polmoniti comunitarie rappresentano una della cause principali di ospedalizzazione pediatrica, ricordano gli autori nell'introduzione allo studio.

L'identificazione dell'agente patogeno fallisce in un pazienti pediatrico su 5 e ciò rappresenta un fattore critico per il trattamento ottimale e la prevenzione delle infezioni acquisite in ospedale.

Per distinguere gli agenti patogeni presenti sia in bambini affetti da polmoniti comunitarie acquisite in ambito ospedaliero che in controlli asintomatici, i cui test avevano dato risultato negativo, i ricercatori hanno soffermato la loro attenzione nel nuovo studio a 19 famiglie virali residenti nel naso-faringe e nell'oro-faringe, avvalendosi di test di sequenziamento di ultima generazione (RNA-seq) e dalla PCR di un gruppo pan virale.

Sono stati presi in considerazione, a tal scopo, 70 bambini di età inferiore a 5 anni, affetti da polmonite comunitaria e 90 controlli asintomatici.

Analizzando i risultati, è emerso che, nei pazienti con diagnosi di polmonite comunitaria di eziologia non identificata, le due tipologie di test sopra citate erano in grado di identificare la presenza di virus patogeni nel 34% dei pazienti (virus 4 parainfluenzale, bocavirus umano, Coxsackieviruse rinovirus A e C.

Il test RNA-seq ha identificato un numero maggiore di RNA-virus, mentre la PCR ha individuato un maggior numero di DNA-virus nei piccoli pazienti affetti da polmonite.
 
Non solo: il test RNA-seq è stato in grado di identificare il 90% degli agenti patogeni precedentemente sconosciuti mentre la PCR il 57%.

Inoltre, escludendo i rinovirus umani, la PCR è risultata più efficace nell'identificazione dei virus patogeni (78%).

In conclusione, “...i dati di questo studio preliminare suggeriscono come le due tipologie di test ad ampio spettro sopra citate consentano una più efficace identificazione delle specie virali patogene implicate nell'insorgenza di polmoniti comunitarie, superiore a quella ottenuta con test basati sulla PCR, specifici in base al virus e condotti real time – scrivono gli autori nelle conclusioni”.

“Il miglioramento dell'identificazione degli agenti patogeni virali - aggiungono - migliorerà la comprensione delle polmoniti e sarà in grado di guidare al meglio le scelte terapeutiche”.

NC

Bibliografia
Schlaberg R et al. Viral Pathogen Detection by Metagenomics and Pan Viral Group PCR in Children with Pneumonia Lacking Identifiable Etiology. J Infect Dis (2017), e-pub ahead-of-print
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