Pneumologia

Pressione sistolica in calo nei pazienti con apnee ostruttive grazie alla CPAP

La terapia con presione positiva continua delle vie aeree (CPAP) riduce la pressione arteriosa nei pazienti con sindrome delle apnee ostruttive notturne (OSA).  Lo concludono Cristiano Fava e collaboratori della Divisione di Medicina Interna dell’Ospedale Universitario di Verona dopo avere condotto una review sistematica e metanalisi degli studi sull’argomento presenti in MEDLINE, EMBASE, Web of Science e Cochrane Library.

«La CPAP è considerata la terapia di scelta per la OSA, ma si discute ancora su quanto possa essere efficace nel ridurre la pressione artriosa», ricorda FAva. «La nostra metanalisi degli studi randomizzati e controllati con placebo presenti nella letteratura internazionale che hanno valutato questa problematica ha mirato a quantificare l’effettiva riduzione della PA indotta dalla CPAP in paragone ad altre metodiche sia passive, come una finta CPAP o placebo in compresse, sia attive, come i trattamenti antipertensivi».

Il gruppo di ricerca veronese ha così preso in esame 1.599 lavori dei quali 31 hanno paragonato la CPAP ai trattamenti passivi o attivi. «Nella meta analisi di effetti randomizzati verso i trattamenti passivi (relativi a 29 RCT, per un totale di 1.820 pazienti), abbiamo osservata una differenza media della pressione sistolica di 2,6 +/- 0,6 mmHg e della distolica di 2,0 +/- 0,4 mmHg in favore del trattamento con CPAP (p<0,001)», riporta il clinico veronese.

L’analisi degli studi che hanno utilizzato il monitoraggio della PA nelle 24 ore nei quali erano presenti i dati riferiti al periodo diurno e notturno, ha evidenziato con l’utilizzo della CPAP  una differenza media nella pressione sistolica e nella diastolica che era rispettivamente di 2,2 +/- 0,7 e 1,9 +/- 0,6 mmHg durante il giorno e di 3,8 +/- 0,8 e 1,8 +/- 0,6 mmHg durante la notte. All’analisi di meta-regressione, un indice di apnea/ipopnea più elevato al basale si associava a una maggiore riduzione media della pressione sistolica ( +/- SE, 0,08 +/- 0,04).

Non è stata riscontrata evidenza di bias di pubblicazione e l’eterogeneità si è rivelata modesta. «La terapia con CPAP riduce significativamente la pressione arteriosa nei pazienti con sindrome delle apnee ostruttive notturne, ma sono soprattutto i pazienti con fenomeni apneici più frequenti a trarne i maggiori benefici», conclude Fava.

Danilo Ruggeri


Cristiano Fava et al. Effect of CPAP on Blood Pressure in Patients With OSA/Hypopnea: A Systematic Review and Meta-analysis. Chest. 2014;145(4):762-771
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