Pneumologia

Prevenzione della Malattia da distress respiratorio: efficace somministrazione precoce ICS-LABA

La somministrazione precoce, in pazienti ipossemici, di un corticosteroide inalatorio (ICS) con un beta2-agonista a lunga durata d'azione (LABA) (in modalitÓ off-label) migliora in modo significativo l'outcome. Queste le conclusione di LIPS-B (the Lung Injury Prevention Study With Budesonide and Formoterol), uno studio randomizzato, in doppio cieco, di Fase 2a, presentato a S. Francisco in occasione del congresso annuale dell'ATS (American Thoracic Society).

La somministrazione precoce, in pazienti ipossemici, di un corticosteroide inalatorio (ICS) con un beta2-agonista a lunga durata d'azione (LABA)  (in modalità off-label) migliora in modo significativo l'outcome.

Queste le conclusione di LIPS-B (the Lung Injury Prevention Study With Budesonide and Formoterol), uno studio randomizzato, in doppio cieco, di Fase 2a, presentato a S. Francisco in occasione del congresso annuale dell'ATS (American Thoracic Society).

L'ipossemia rappresenta il predittore principale di malattia respiratoria acuta da distress respiratorio (ARDS), spiegano gli autori dello studio.

Gli ICS e i LABA potrebbero giocare un ruolo nella prevenzione del danno polmonare dal momento che è noto come questi farmaci siano in grado di ridurre i processi infiammatori, preservare la funzione di barriera e ridurre l'acqua polmonare extra-vascolare.

Sulla base di queste premesse, i ricercatori hanno ipotizzato che l'applicazione di questi farmaci direttamente nel distretto polmonare, a breve distanza dall'ospedalizzazione del paziente, potrebbe ottimizzare il rilascio del farmaco, minimizzando, al contempo, gli eventi avversi sistemici.

Di qui il disegno dello studio, che ha coinvolto pazienti ammessi in Medicina d'Urgenza con ipossemia acuta e necessitanti del ricorso all'ossigenoterapia per mantenere la saturazione di ossigeno entro valori compresi tra il 92% e il 96%.

A tal scopo, previo screening iniziale di 1.633 pazienti, la maggior parte dei quali esclusa dalla sperimentazione in quanto già in trattamento con ICS, CS in cronico o beta2-agonisti, sono stati selezionati 59 pazienti, randomizzati, secondo uno schema 1:1, al trattamento con una combinazione di budesonide (ICS) e formoterolo (LABA) o con placebo.

Tutti i pazienti reclutati nel trial avavano un punteggio di predizione di danno polmonare pari, almeno, a 4.

All'inizio dello studio, i gruppi erano sostanzialmente simili, eccezion fatta per due differenze: quelli sottoposti a terapia di combinazione erano di età più avanzata rispetto a quelli randomizzati a trattamento con placebo (70 vs 57 anni), e mostravano un'incidenza ridotta di shock (10% vs 47%).

Per valutare l'efficacia dell'intervento farmacologico precoce, i ricercatori hanno reclutato pazienti a 12 ore dalla loro ammissione nei reparti di Medicina d'Urgenza (media= 8,8 ore). Questi sono stati sottoposti a trattamento mediante aerosol, con budesonide 0,5 mg/2 mL e formoterolo 20 µg/2mL o con placebo nelle prime 4 ore dall'ingresso nello studio e, successivamente, ogni 12 ore per  5 giorni o, in alternativa, fino alla dimissione ospedaliera o al decesso.

L'outcome primario di efficacia era rappresentato dalla variazione del rapporto tra la saturazione di ossigeno con la frazione inspirata di ossigeno dall'inizio dello studio al quinto giorno.
Inoltre, i ricercatori hanno valutato l'entità di questo rapporto anche in base al giorno di trattamento.

Analizzando i risultati, con riferimento all'outcome primario, una proporzione maggiore di pazienti sottoposti a terapia di combinazione ICS-LABA ha sperimentato un incremento del rapporto tra la saturazione di ossigeno con la frazione inspirata di ossigeno (62% vs 43%) o un rapporto invariato (38% vs 30%) mentre un numero più ridotto di pazienti sottoposti a trattamento attivo è andato incontro a riduzione del rapporto sopra-menzionato (0% vs 27%; p>0,01).

Il trattamento ICS-LABA, inoltre, è risultato associato a tassi ridotti di ricorso alla ventilazione meccanica e di insorgenza di ARDS, nonché ad una riduzione dei tempi di degenza in Medicina d'Urgenza o di degenza ospedaliera in toto, anche se i dati sono da prendere con cautela in ragione della ridotta numerosità del campione di pazienti e di alcune differenze iniziali sopra descritte.

I risultati dello studio sono molto incoraggianti ed hanno sollecitato gli autori a reperire finanziamenti per l'allestimento di uno studio di fase 2b, basato su una platea di pazienti decisamente più vasta (500 pazienti) per confermare quanto osservato.

NC

Bibliografia
American Thoracic Society (ATS) 2016 International Conference: Abstract 7851. Presented May 16, 2016.


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