La terapia con alfa-1 antitripsina (AAT) umana inalatoria in pazienti con enfisema ereditario da deficit della molecola (AATD) è risultata sicura e ben tollerata. Ne ha dato notizia la Kamada Ltd, azienda che sta studiando il nuovo farmaco, dopo avere completato un studio di fase II/III in 160 pazienti con AATD arruolati in Europa e Canada.

Il trial, multicentrico, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, sta valutando oltre alla sicurezza anche l’efficacia del farmaco e prevede l’inalazione di 160 mg di AAT umana o placebo bid attraverso il device eFlow per 50 settimane. Ai pazienti è stata offerta l’opportunità di partecipare a una successiva fase di estensione in aperto di altre 50 settimane.

End-point primario dello studio è la differenza negli eventi di riacutizzazione tra i due gruppi dopo un anno di terapia. Il disegno dello studio ha una potenza statistica dell’80% per dimostrare una differenza del 20%.

La potenza del trial  si basa sul numero di eventi raccolti durante il periodo di studio. End-point secondari includono parametri addizionali di riacutizzazione, test di funzionalità polmonare e sicurezza complessiva del farmaco, oltre a valutazione della densitometria alla Tac e della qualità della vita.   Kamada si aspetta di poter presentare i risultati finali dello studio entro il primo trimestre del 2014. A settembre 2013 la company ha reso noti i dati del quinto safety report ad interim, dai quali è emerso un elevato profilo di sicurezza e tollerabilità. Gli eventi avversi fino a questo punto osservati sono stati correlati ai sintomi attesi e conosciuti di enfisema ereditario. Non sono emerse reazioni allergiche al farmaco di qualsiasi natura.

«Siamo particolarmente soddisfatti di avere completato lo studio pivotale come pianificato e miriamo adesso a sviluppare completamente il potenzionale della nostra rivoluzionaria AAT inalatoria», commenta David Tsur, amministratore delegato di Kamada. «In questo momento è in corso la fase di estensione in aperto del trial e i tassi di arruolamento si sono dimostrati molto elevati. Riteniamo che questa elevata adesione, specialmente anche tra i pazienti che erano allocati nel gruppo placebo nella prima fase del trial, siano una testimonianza significativa della preferenza espressa tanto dai pazienti quanto dai medici verso un trattamento inalatorio della AATD», prosegue Tsur. Che fa un’anticipazione:  «Insieme alle attività di marketing per il pre-lancio del prodotto attuate da Chiesi Farmaceutici, nostro partner europeo nella commercializzazione, stiamo completando la richiesta di autorizzazione per la commercializzazione del nostro farmaco all’European Medicines Authority (EMA), che pensiamo di presentare entro la seconda metà del 2014. Speriamo così di potre rendere disponibile questo trattamento innovativo e potenzialmente più efficace ai pazienti che soffrono di questa patologia polmonare ereditaria e minacciosa per la vita».

Da un punto di vista di mercato, le opportunità sono notevoli, considerando che i pazienti con AATD sono sotto-diagnosticati e sotto-trattati, con meno del 5% dei casi trattati negli USA e circa il 2% in Europa. «Riteniamo che la disponibilità di un semplice test ematico per diagnostivare la AATD possa aumentare a consapevolezza su questa malattia e impattare favorevolmente sulla domanda», prevede Tsur. «E’ nostra convinzione che questa alternativa terapeutica, non invasiva e user-friendly  rispetto all’AAT endovena risulti altamente preferibile come terapia cronica».

Nell’agosto 2012 Kamada ha firmato un accordo esclusivo della durata di 12 anni per la distribuzione dell’AAT inalatoria in Europa per la terapia della AATD con l’italiana Chiesi Farmaceutici.


Kamada Announces Completion of Pivotal Phase II/III Clinical Trial in Europe and Canada of Inhaled AAT to Treat Alpha-1 Antitrypsin Deficiency

Danilo Ruggeri