Pneumologia

Riacutizzazioni acute della Bpco, cambiamenti longitudinali nella qualità di vita

La qualità della vita dei pazienti con riacutizzazioni acute della broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), a seguito delle dimissioni dall'ospedale, è migliorata per i pazienti che non avevano ricevuto ventilazione artificiale e non ha subito un peggioramento per quelli che invece l'avevano ricevuta. Sono le conclusioni di uno studio pubblicato sul BMJ Open Respiratory Research, i cui autori sostengono che una migliore comprensione dei cambiamenti longitudinali nella qualità della vita, a seguito delle dimissioni dall'ospedale, dovrebbe essere d'aiuto per improntare il processo decisionale.

Le esacerbazioni acute della Bpco (EaBpco) sono spesso accompagnate da un declino della qualità della vita. Mentre il recupero dopo le EaBpco gestito senza ricovero ospedaliero può essere imprevedibile e prolungato, il periodo di tempo di recupero dopo l’ospedalizzazione per EaBpco è stato raramente studiato e richiede dei chiarimenti.

Le attuali linee guida cliniche per la gestione dei pazienti ospedalizzati con esacerbazioni acute della Bpco raccomandano che le decisioni cliniche, tra cui l’intensificazione della ventilazione assistita, devono essere aggiornate da una stima sulla qualità della vita dei pazienti.

In particolare si consiglia che i pazienti con qualità della vita definita “improbabile da recuperare a livelli accettabili”, non dovrebbero ricevere la ventilazione assistita tranne se diversamente indicato; questa raccomandazione implica una stima ragionevole, sia da parte del medico che del paziente, sulla qualità della vita. È stato osservato che in caso di incertezza prognostica, nella maggior parte delle situazioni, i pazienti non ricevono ventilazione assistita.

Un inappropriato nichilismo potrebbe portare alla negazione di una terapia potenzialmente salva-vita, mentre un eccessivo ottimismo potrebbe prolungare la sofferenza quando invece sarebbe più appropriato un alternativo alleviamento.

A oggi ci sono poche prove che rendono note le previsioni sui risultati in termini di qualità della vita.

“Al fine di chiarire gli effetti a lungo termine che l’ospedalizzazione per EaBpco ha sulla qualità della vita, abbiamo effettuato delle valutazioni sequenziali dei pazienti sopravvissuti, sia nei soggetti che richiedevano che in quelli che non richiedevano la ventilazione assistita, per i 12 mesi successivi alle dimissioni” hanno detto gli autori dello studio condotto dal dottor John Steer del Department of Respiratory Medicine, North Tyneside General Hospital, North Shields, Tyne and Wear, in UK.
A tale scopo sono stati reclutati prospetticamente due coorti costituite da pazienti con riacutizzazioni acute che richiedevano la ventilazione assistita durante il ricovero e da pazienti con riacutizzazioni la cui ventilazione non era prevista.

Sono stati raccolti i dati clinici sul ricovero, sulla mortalità e sulla riammissione in ospedale e sono stati valutati formalmente la qualità della vita, il benessere psicologico e lo stato funzionale nei successivi 12 mesi. È stata inoltre valutata la variazione media, tempo-regolata, della qualità della vita.

Dai dati raccolti è emerso che dei 183 pazienti reclutati, 82 richiedevano la ventilazione assistita durante il ricovero mentre 101 no. In media, la qualità della vita risultava migliorata di una quantità clinicamente importante nei pazienti non ventilati ma allo stesso tempo non è stato riscontrato alcun decadimento, in termini di qualità della vita, nei pazienti ventilati.

Inoltre, entrambi i gruppi hanno mostrato dei miglioramenti clinicamente importanti nei sintomi respiratori e un senso di controllo al di sopra della propria condizione, nonostante la tendenza dello stato funzionale a declinare.

“La maggior parte dei pazienti ricoverati in ospedale con EaBpco non ha sperimentato un calo generale della qualità di vita durante il follow-up e, in alcuni fattori, come i sintomi specifici della malattia, la padronanza della loro condizione e i livelli di ansia, la qualità della vita migliorava di una quantità clinicamente importante” hanno detto gli autori dello studio commentando i risultati ottenuti, e hanno aggiunto “La qualità della vita dei pazienti trattati con ventilazione assistita era, in media, stabile o migliorata nel corso del follow up”.

La qualità di vita dei pazienti riammessi in ospedale entro 12 mesi dalle dimissioni era più scarsa rispetto a quella di coloro che non avevano avuto la necessità di riammissione, ma questo declino era sempre nella media.

Sembra che la qualità della vita recuperi lentamente dopo le dimissioni ma in un range di tempo di tre mesi; pertanto, nonostante una prognosi sfavorevole in alcuni individui, la maggior parte dei pazienti non ha esperienza di declino.

“Questo è il più grande studio finora condotto che indaga la qualità della vita successiva al ricovero per EaBpco, nei 12 mesi successivi” concludono gli autori che però sottolineano la necessità di ulteriori studi.

Steer J. et al. Longitudinal change in quality of life following hospitalisation for acute exacerbations of COPD. MJ Open Resp Res 2015;2:e000069 doi:10.1136/bmjresp-2014-000069.
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