Rinocongiuntivite da pollini, conferme di efficacia per l'immunoterapia intralinfatica (ILIT)

Pneumologia

Un nuovo studio svedese, pubblicato sulla rivista Respiratory Research, ha confermato l'efficacia e la sicurezza dell'immunoterapia intralinfatica (ILIT) nella rinite allergica indotta da pollini. Lo studio in questione, inoltre, ha individuato l'esistenza di fattori predittivi di efficacia, che rappresentano un semplice tool di valutazione della persistenza, nel lungo termine degli effetti di riduzione della sintomatologia resa possibile con il ricorso a questa modalitą terapeutica.

Un nuovo studio svedese, pubblicato sulla rivista Respiratory Research, ha confermato l'efficacia e la sicurezza dell'immunoterapia intralinfatica (ILIT) nella rinite allergica indotta da pollini.

Lo studio in questione, inoltre, ha individuato l'esistenza di fattori predittivi di efficacia, che rappresentano un semplice tool di valutazione della persistenza, nel lungo termine degli effetti di riduzione della sintomatologia resa possibile con il ricorso a questa modalità terapeutica.

Immunoterapia allergene specifica: limiti delle opzioni disponibili e nuove modalità di somministrazione
Come è noto, la rinite allergica rappresenta un problema di crescente rilevanza per i sistemi sanitari pubblici a livello globale, essendo un'affezione che colpisce più di 400 milioni di persone.

“Ad oggi – ricordano gli autori dello studio nell'introduzione al lavoro – l'immunoterapia allergene specifica (AIT) rappresenta il solo trattamento in grado di modificare il corso della malattia grazie alla riduzione della sintomatologia, al miglioramento della qualità della vita (QoL), alla prevenzione di nuove reazioni di iperreattività e alla riduzione del rischio di sviluppo di asma”.

Ciò premesso, il gold standard di somministrazione dell'AIT è rappresentato dall'immunoterapia sottocutanea (SCIT), che mostra benefici a lungo termine nel trattamento delle riniti allegiche, delle congiuntiviti e dell'asma”.

“Nonostante la disponibilità della SCIT – continuano gli autori – solo il 5% dei pazienti candidabili alla terapia viene sottoposto a questa modalità di trattamento, in ragione del frequente numero di iniezioni, del rischio di eventi avversi (AE) e della lunga durata del trattamento.

Una modalità di somministrazione immunoterapica più recente e non invasiva è rappresentata dall'immunoterapia sublinguale (SLIT) che, tuttavia, per quanto efficace, è associata ad una ridotta compliance in ragione del lungo periodo di autosomministrazione”

L'ILIT, invece, è un'AIT emergente che si basa sull'esecuzione di tre iniezioni di allergene entro un periodo di 12 settimane. Questa forma di AIT indirizza dosi più ridotte di allergene nei  linfonodi maggiormente immunocompetenti, al fine di massimizzare le chances di induzione della tolleranza immunitaria e minimizzare, al contempo, il rischio di insorgenza di eventi avversi.

“In uno studio condotto nel 2008 – ricordano gli autori – ILIT è stata in grado di indurre una condizione di tolleranza all'allergene di lunga durata, equivalente a quella osservata con la SCIT, ma con una minore incidenza di eventi avversi. Da allora, si sono accumulate, in letteratura, evidenze a favore dell'impiego di ILIT contro l'allergia al pelo di gatto e, recentemente, contro la rinocongiuntivite indotta da polline negli adolescenti e nei giovani adulti”.

L'esistenza, tuttavia, di dati discordanti sull'efficacia e la sicurezza di ILIT ha sollecitato la messa a punto di questo studio, un trial randomizzato e controllato vs placebo avente lo scopo di fare chiarezza in merito.

Sintesi dello studio e dei risultati principali
Lo studio ha reclutato, complessivamente, 36 pazienti, di età compresa tra i 18 e i 65 anni, affetti da rinocongiuntivite allergica indotta da pollini di betulla o di graminacee, con sintomatologia comprendente arrossamento del naso e degli occhi, starnuti e presenza di congestione nasale e di secrezioni nasali. La diagnosi di allergia era stata verificata mediante positività al prick test,  presenza di anticorpi IgE sierospecifici contro la betulla e/o le graminacee (minimo 0,35 kU/L) e positività ai test di provocazione nasale.

Di questi 36 pazienti, 15 sono stati reclutati in una prima coorte (settembre 2010-settembre 2011) e 21 in una seconda coorte (stagione settembre 2011-settembre 2012) e candidati, previa randomizzazione, al trattamento con ILIT o placebo.

Dopo valutazione dell'eleggibilità dei pazienti alla randomizzazione nel trattamento nel corso della prima visita (visita 1, effettuata al di fuori della stagione dei pollini – 2010 o 2011), i pazienti, sottoposti alle prove allergiche sopra ricordate, sono stati randomizzati, dopo una settimana, al trattamento con ILIT o con placebo.

Nel corso delle visite 2-4 (settembre 2010-gennaio 2011 o settembre 2011-gennaio 2012), i pazienti sonostati sottoposti a 3 iniezioni di 0,1 ml di placebo o di una formulazione di ILIT contro i pollini di betulla o di graminacee, ad intervalli di 3-4 settimane.

In base agli outcome dei test allergologici, i pazienti erano stati vaccinati contro i pollini di betulla o di graminacee.

Successivamente, i pazienti sottoposti a trattamento randomizzato sono stati visitati circa un mese dopo l'ultima iniezione (visita 5, febbraio 2011 o febbraio 2012) e dopo la stagione dei pollini (visita 6, settembre 2011 o settembre 2012). A questi pazienti è stato sottoposto un questionario da compilare relativo alla sintomatologia allergica stagionale percepita rispetto alla stagione dei pollini precedente, allo scopo di verificare l'esistenza di un miglioramento a seguito del trattamento.

Analizzando i risultati principali dello studio, non sono state documentate reazioni avverse di entità moderata-severa dopo somministrazione con ILIT.

Considerando l'endpoint primario dello studio, ovvero il miglioramento percepito della sintomatologia riferita dai pazienti, espresso su scala VAS, è stato osservato che i pazienti sottoposti ad ILIT hanno sperimentato un miglioramento significativo della sintomatologia allergica stagionale riferita superiore rispetto alle condizioni di partenza (punteggio VAS: 4,78 ± 0,9). Il miglioramento osservato è risultato significativamente più marcato degli effetti misurati nel gruppo placebo rispetto alle condizioni iniziali  (p = 0,047).

La valutazione dell'outcome di trattamento ha portato, in aggiunta, all'emersione di 2 sottopopolazioni chiaramente distinguibili all'interno del gruppo sottoposto a ILIT: un gruppo di 12 pazienti con evidente miglioramento della sintomatologia (punteggio VAS >5) e un gruppo di 8 pazienti che non avevano riferito alcun miglioramento a seguito del trattamento attivo (punteggio VAS<1). Nessuno dei pazienti sottoposti ad ILIT, invece, ha totalizzato un punteggio VAS compreso tra 1 e 5.

Non solo: nel sottogruppo di pazienti con punteggio VAS>5 è stata documentata anche una riduzione dei sintomi nasali dopo provocazione nasale di allergene.

I ricercatori non sono stati in grado di documentare variazioni delle IgE e delle IgG4 totali.

Tuttavia, è stato osservato un miglioramento significativo dell'affinità delle IgG4 allergene-specifiche dopo trattamento attivo, rispetto ai pazienti che non avevano sperimentato un miglioramento della sintomatologia. Ciò, secondo gli autori dello studio, potrebbe essere correlato con l'osservazione di miglioramento clinico, su base individuale.

Riassumendo
I risultati di questo trial randomizzato in doppio cieco, controllato vs placebo, si aggiungono alla letteratura esistente che suffraga la sicurezza e l'efficacia di ILIT nel trattamento delle riniti allergiche indotte da pollini.

“ILIT- scrivono gli autori – aggira i limiti tipicamente associati alla SCIT, quali la frequenza del numero di iniezioni necessarie, il rischio elevato di eventi avversi e la lunga durata di trattamento. Per questa ragioni, ILIT potrebbe rappresentare, una volta confermati questi dati in studi di dimensioni numeriche e durata del follow-up più ampi, una nuova tipologia di AIT caratterizzata da un miglior profilo costo-efficacia”.

Nicola Casella

Bibliografia
1. Hylander T et al. Intralymphatic Immunotherapy of Pollen-Induced Rhinoconjunctiviti A Double-Blind Placebo-Controlled Trial. Respiratory Research. 2016;17(10) 
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