Rinosinusite cronica associata a polipi nasali, mepolizumab riduce, anche sottocute, polipi nasali e necessitÓ ricorso chirurgia #ERS2020

Pneumologia

Nei pazienti affetti da rinosinusite cronica associata a polipi nasali, la terapia add-on con mepolizumab Ŕ stata in grado di ridurre sia la dimensione dei polipi che la necessitÓ di ricorrere alla chirurgia. Sono questi i risultati dello studio SYNAPSE, presentati nel corso del congresso annuale ERS, tenutosi quest'anno in modalitÓ virtuale causa Covid-19.

Nei pazienti affetti da rinosinusite cronica associata a polipi nasali, la terapia add-on con mepolizumab è stata in grado di ridurre sia la dimensione dei polipi che la necessità di ricorrere alla chirurgia. Sono questi i risultati dello studio SYNAPSE, presentati nel corso del congresso annuale ERS, tenutosi quest’anno in modalità virtuale causa Covid-19.

Che cosa è la rinosinusite cronica associata a polipi nasali
La rinosinusite cronica associata a polipi nasali (CRSwNP) è una malattia infiammatoria cronica dei seni nasali, responsabile della formazione di polipi nasali a livello della cavità nasale superiore, ed è caratterizzata dalla presenza di livelli elevati di eosinofili. Questi polipi possono crescere in entrambe le fosse nasali, dando luogo a rinosinusite cronica, una condizione che impatta in misura rilevante sulla qualità della vita dei pazienti legata a ostruzione nasale, anosmia, dolore facciale, pressione facciale e a rinorrea.

Alcuni studi hanno documentato la presenza di livelli elevati di IL-5 in pazienti con CRSwNP e che l'infiammazione eosinofilica è associata a poliposi recidivante post-chirurgica.

Lo standard attuale di trattamento è rappresentato dai corticosteroidi intranasali e, nei casi più severi, da cicli intermittenti di steroidi orali.
Nei casi più severi di malattia è indicato anche il ricorso alla chirurgia per rimuovere i polipi nasali. Tuttavia i polipi hanno un'elevata probabilità di recidivare, costringendo ad interventi chirurgici ripetuti.

Il ruolo di IL-5 e di mepolizumab e disegno dello studio SYNAPSE
Approvato nel 2015 per l'asma eosinofilico severo, mepolizumab è il primo esponente della classe degli anticorpi monoclonali anti-IL5. Si ritiene che gli effetti del farmaco dipendano dalla sua capacità di prevenire il legame di IL5 al suo recettore presente sulle cellule eosinofile, riducendone la presenza in circolo fino a livelli considerati nella norma, in corrispondenza dei quali si ritiene siano in grado di giocare un ruolo nel mantenimento di buone condizioni di salute.

Mepolizumab è stato sviluppato per il trattamento di alcune malattie guidate dall'infiammazione eosinofila. E' stato studiato in più di 3.000 pazienti in 21 trial clinici per un certo numero di indicazioni ed è stato approvato negli Usa, in Europa  come trattamento add-on nei pazienti con asma severo eosinofilico.

Studi precedenti hanno documentato la capacità di questo farmaco, somministrato al dosaggio mensile di 750 mg ev per 6 mesi, di indurre una decisa riduzione delle dimensioni dei polipi nasali, migliorare i sintomi e ridurre la necessità del ricorso alla chirurgia.

Lo studio SYNAPSE (StudY in NAsal Polyps patients to assess the Safety and Efficacy of mepolizumab) è un trial randomizzato, in doppio cieco, a gruppi paralleli, della durata di 52 settimane. L'obiettivo dello studio è stato quello di valutare l'efficacia e la sicurezza, rispetto al placebo, di una formulazione liquida di mepolizumab (100 mg), in aggiunta allo standard terapeutico, somministrata sottocute mediante siringa pre-riempita una volta alla settimana per un anno in 400 pazienti adulti con recidive di poliposi nasale bilaterale.

Questi pazienti erano individuati in base ad un punteggio medio VAS di ostruzione nasale >5 e un punteggio endoscopico pari almeno a 5 su 8, con un punteggio minimo pari a 2 per ciascuna cavità nasale.
I pazienti reclutati dovevano avere anche una storia di chirurgia pregressa per poliposi nasale negli ultimi 10 anni, essere affetti frequentemente da poliposi nonostante il trattamento con la standard terapeutico e invitati a sottoporsi a chirurgia rinosinusale.

Tutti i pazienti reclutati nel trial non avevano mai fumato o erano ex-fumatori, naive a trattamento con farmaci biologici o immunosoppressori, affetti da ostruzione nasale – classificata mediante punteggio VAS pari o superiore a 5, e considerati a rischio di ricorrere nuovamente ad un intervento di chirurgia nasale.

Gli endpoint principali dello studio erano rappresentati dalla variazione del punteggio totale endoscopico dei polipi nasali ad un anno e del punteggio VAS relativo all’ostruzione nasale dalla 49esima alla 52esima settimana di trattamento. Tra gli endpoint secondari vi erano, invece, il tempo alla chirurgia nasale durante lo studio, il punteggio complessivo VAS relativo alla sintomatologia, il punteggio Sinonasal Outcome Test-22 (SNOT-22, espressione della severità dei sintomi e del loro impatto sulla qualità di vita dei pazienti legata allo stato di salute), l’impiego di steroidi sistemici e i punteggi VAS compositi e relativi all’anosmia.

Risultati principali
I ricercatori hanno osservato un miglioramento statisticamente significativo (p<0,001) del punteggio totale endoscopico dei polipi nasali e del punteggio VAS nei pazienti trattati con mepolizumab (n=206) rispetto ai pazienti trattati con placebo (n=201) [endpoint primario].

La variazione mediana del punteggio endoscopico dei polipi nasali è migliorata di un punto con mepolizumab (valore aggiustato: -0,73, IC95%= -1,11, -0,34), mentre la variazione mediana del punteggio VAS relativo all’ostruzione nasale è migliorata di più di 3 punti  (valore aggiustato: -3,14, IC95%= -4,09,  -2,18).

Passando agli endpoint secondari, il farmaco biologico anti IL-5 ha ridotto la necessità del ricorso alla chirurgia nasale per l’asportazione polipi del 57% (HR: 0,43; IC95%= 0,25-0,76, P=0,003), ha migliorato il punteggio SNOT-22, i punteggi VAS (complessivo, composito, specifico per l’anosmia) e il consumo di steroidi sistemici.

Gli effetti del trattamento sono stati preservati fino ad un anno di osservazione per tutti gli endpoint considerati. Inoltre, non sono emersi nuovi segnali di safety rispetto a quanto già osservato negli studi precedenti.

Implicazioni dello studio
In conclusione, i risultati dello studio SYNAPSE che l’efficacia della somministrazione settimanale add-on di 100 mg di mepolizumab sottocute per un anno in pazienti con risposta insoddisfacente allo standard terapeutico eguaglia l’efficacia della somministrazione endovena a cadenza mensile per 6 mesi rilevata in uno studio precedente.
I risultati positivi ottenuti nello studio SYNAPSE sono stati accolti con entusiasmo dall'azienda responsabile dello sviluppo del farmaco, che vede in mepolizumab un'alternativa promettente  di trattamento nei pazienti con CRSwNP sottoposti ad interventi frequenti di chirurgia rinosinusale,

NC

Bibliografia
Hopkins C, et al "Add-on mepolizumab for chronic rhinosinusitis with nasal polyps: SYNAPSE study" ERS 2020. E-poster 4616



 

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