Rinosinusite cronica sostenuta da S. aureus, primi dati incoraggianti da batteriofago intranasale

E' possibile ricorrere alla terapia con batteriofagi, come alternativa clinica agli antibiotici, nel trattamento della rinusinusite cronica sostenuta da S. aureus? Sembrerebbe di sė, stando ai risultati del primo studio condotto nell'uomo, di fase 1, recentemente pubblicato su Jama Otolaryngol Head Neck Surg, che apre nuove speranze nella cura delle forme pių recalcitranti di malattia, bypassando il problema emergente dell'antibiotico-resistenza.

E' possibile ricorrere alla terapia con batteriofagi, come alternativa clinica agli antibiotici, nel trattamento della rinusinusite cronica sostenuta da S. aureus? Sembrerebbe di sì, stando ai risultati del primo studio condotto nell'uomo, di fase 1, recentemente pubblicato su Jama Otolaryngol Head Neck Surg (1), che apre nuove speranze nella cura delle forme più recalcitranti di malattia, bypassando il problema emergente dell'antibiotico-resistenza.

La terapia batteriofagica: definizione e razionale d'impiego
La terapia batteriofagica si basa sull’uso di batteriofagi, cioè virus già presenti in natura che si moltiplicano a spese dei batteri, e che non sono in grado di infettare l’uomo o altri animali.

La loro scoperta risale ai primi del ‘900, quando Hankin osservò che l’acqua del Gange conteneva un potente battericida, che impediva il dilagare di epidemie di colera nelle popolazioni che bevevano da quel fiume. Successivamente Twort e D’Herelle pubblicarono in modo indipendente degli studi in cui si evidenziava l’azione antibiotica di alcuni virus, che vennero subito utilizzati in Francia per trattare bambini malati di dissenteria. (E. W. Schultz, 1929)

Dopo un iniziale entusiasmo riguardo questo tipo di terapia, gli studi in occidente si interruppero, principalmente a causa della difficoltà nel formulare un medicinale contenente i batteriofagi resistente al deterioramento. Dagli anni ’30 in poi nel mondo occidentale l’attenzione si concentrò sugli antibiotici prodotti chimicamente, (...) anche se, durante la Guerra fredda, il loro impiego continuò nei paesi dell'Est (2).

La crescente emergenza dell'antibiotico-resistenza ha riportato l'attenzione su questa terapia alternativa agli antibiotici, ed è per questi motivi che è stato implementato questo studio di fase 1, a singolo braccio, nel corso del quale una equipe di ricercatori australiani ha testato l'irrigazione nasale bis die con BA-SAO1, una mistura di tre fagi litici naturali in grado di uccidere un ampio spettro di ceppi di S. aureus, in 9 pazienti adulti con rinosinusite cronica recalcitrante.

Risultati principali
Tutti i 9 partecipanti allo studio hanno riferito la buona tollerabilità del trattamento: i sei eventi avversi documentati post-trattamento, riferiti da 6 partecipanti allo studio su 9, sono stati tutti di entità lieve e tendenti all'autorisoluzione.

Inoltre, tutti i pazienti hanno mostrato una riduzione della crescita di S. aureus, con sieronegativizzazione delle colture relative a 2 pazienti.

Il trattamento in  questione, invece, non ha mostrato effetti consistenti sulla sintomatologia, anche se è stato documentato un trend all'innalzamento dei punteggi endoscopici.

Da ultimo, 4 pazienti con persistenza della sintomatologia post-trattamento, candidati a non essere sottoposti a trattamento antibiotico alla fine del periodo di osservazione dello studio, hanno mostrato un trend progressivo al miglioramento di tutte le misure di outcome, dopo un follow-up durato 3 mesi.

Implicazioni dello studio
Intervistata da Reuters Health (3), la dr.ssa Szaleniec di Cracovia (Polonia), nel sottolineare l'importanza della terapia con batteriofagi come alternativa terapeutica promettente nei pazienti con infezioni sinonasali non responsivi all'antibiotico-terapia, ha peraltro invitato alla cautela: ad oggi, infatti, non è ancora chiaro il ruolo dei batteri nella rinosinusite cronica recalcitrante.

”La terapia antimicrobica – spiega – è indicata prevalentemente nelle esacerbazioni acute batteriche di rinosinusite e i batteri che costantemente risiedono nei seni nasali potrebbero non avere alcun impatto sul decorso di malattia”.

“Pertanto – aggiunge – il trattamento antimicrobico (compresa la terapia batteriofagica) è in grado di alleviare la sintomatologia da riacutizzazione, ma potrebbe non migliorare la condizione cronica sottostante dei pazienti”.

“Sarebbe opportuno, pertanto – conclude Szaleniec -  un approfondimento sulla disbiosi batterica presente nei pazienti con rinosinusite cronica recalcitrante, al fine di “manipolare” il microbioma sinonasale e, quindi, di raggiungere un miglioramento permanente”.

NC

Bibliografia
1) Ooi ML et al. Safety and Tolerability of Bacteriophage Therapy for Chronic Rhinosinusitis Due to Staphylococcus aureus. JAMA Otolaryngol Head Neck Surg. Published online June 20, 2019. doi:10.1001/jamaoto.2019.1191
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2) Zaffarini E. Virus: scopri come sconfiggere la resistenza agli antibiotici
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3) Press release ReutersHealth