Rischio pre-eclampsia ridotto dal vaccino antinfluenzale in gravidanza

Pneumologia
Il vaccino antinfluenzale sembra in grado di ridurre il rischio di pre-eclampsia nelle donne in gravidanza. E’ quanto riportato a Chicago al 62° Congresso annuale dell’American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG), da Emmie Ruth Strassberg, Good Samaritan Hospital, West Islip, New York.

I ricercatori americani hanno riferito i risultati di uno studio osservazionale su 564 donne in gravidanza sia non vaccinate (n=372) sia vaccinate (n=192) contro l’influenza  tra settembre 2011 e febbraio 2012, per verificare l’effetto della pratica vaccinale su pre-eclampisa leggera o grave e sull’eclampsia.

Gli autori hanno osservato che il tasso di pre-eclampsia leggera non differiva tra i due gruppi (OR =1,258), ma meno donne nel gruppo di quante erano state immunizzate contro l’influenza hanno sviluppato pre-eclampsia grave rispetto alla popolazione generale non vaccinata (1,56% vs 3,5%-4,5%, p<0,05).

Strassberg suggerisce che il vaccino antinfluenzale possa ridurre la pre-eclampsia severa attraverso un meccanismo immuno-mediato.

Gli autori hanno notato che il gruppo delle donne vaccinate includeva più soggetti di etnia ispanica e obesi e meno donne afro-americane rispetto al gruppo non vaccinato.

«L’influenza nel corso della gravidanza si associa ad aumentate mobrilità e mortalità sia materna sia neonatale – prosegue Strassberg -. La somministrazione del vaccino antinfluenzale nel corso della gravidanza ha dimostrato di essere in grado di ridurre esiti perinatali avversi, come morte pre-natale e basso peso alla nascita».

Il Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute dell’Istituto Superiore di Sanità ricorda che la vaccinazione antinfluenzale viene raccomandata alle donne nel secondo e terzo trimestre di gravidanza, anche se studi pubblicati non riportano né effetti collaterali significativi per le donne o per i neonati, né indicazioni di rischio per la vaccinazione durante il primo trimestre.

«L’evidenza di un eccesso di morbilità durante l’influenza stagionale rafforza l’opportunità della vaccinazione delle donne in gravidanza sane nel secondo o terzo trimestre e di quelle a rischio (presenza di co-morbidità) in qualsiasi trimestre –spiegano gli esperti dell’ISS -. L’evidenza di un eccesso di mortalità in due precedenti pandemie influenzali sostiene l’utilità della vaccinazione in qualsiasi trimestre di gravidanza, durante una pandemia».

Secondo l’attuale posizione dell’Oms, tutte le donne in gravidanza dovrebbero essere vaccinate durante la stagione influenzale. Non ci sono state indicazioni sul fatto che aver somministrato vaccini inattivati a donne incinte abbia provocato danni al feto, anche se i dati sulla sicurezza sono limitati.

Danilo Ruggeri
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