Pneumologia

Risultati incoraggianti per la radioterapia stereotassica nel NSCLC inoperabile in stadio 1

La  radioterapia stereotassica corporea nel carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) inoperabile in stadio 1 sembra poter controllare  la malattia per almeno 3 anni in oltre la metà dei pazienti trattati. E’ quanto emerso in uno studio presentato al 50° congresso annuale della statunitense Society of Thoracic Surgeons, tenutosi a Miami Beach (Florida). 

Paul Gordon, Advocate Health Care, Oak Lawn, Illinois, autore dello stduio, ha specificato alla platea che dopo 3 anni di follow-up, 19 dei 34 pazienti, cioè il 56%,  trattati con radioterapia stereotassica  erano vivi e in buona condizione.

«Nei pazienti con NSCLC inoperabile in stadio 1 la radioterapia stereotassica offre un eccellente controllo locale della neoplasia primaria», riporta l’autore dello studio. L’indagine ha incluso 34 pazienti (26 donne e 8 uomini) con NSCLC in stadio T1N0M0 inoperabile a causa di comorbilità e altri fattori.
«Molti pazienti con NSCLC potenzialmente curabile non vengono sottoposti a chirurgia per diverse ragioni, tra cui l’età, una storia di pregressa resezione polmonare, malattie cardiovascolari concomitanti o funzionalità polmonare compromessa», ricorda Gordon. «Ma se non trattati più del 50% muore entro un anno».

I 34 pazienti inclusi nello studio sono stati trattati con 4 (n=19) o 3 (n=15) sedute di radioterapia stereotassica guidata da imaging. I pazienti sono stati seguiti fino a 67 mesi con visite ogni 3 mesi con esami alternati PET e TAC e valutazione fisica generale. Durante il periodo di follow-up sono deceduti 15 pazienti (44%). In 27 di 34 pazienti (82%) il tumore si è ridotto di dimensioni o è rimasto invariato, mentre in 6 su 34 (18%)  il tumore è cresciuto. In 7 di 34 pazienti (21%) la neoplasia è progredita al di fuori della regione ilare o mediastinica trattata con radioterapia. In 12 pazienti su 34 (35%) il cancro ha recidivato localmente o distalmente. Alla fine del follow-up, non è stata trovata evidenza di neoplasia in 19 dei 34 pazienti trattati (56%).

«Il progresso continuo che si è registrato nella tecnologia della radioterapia stereotassica ha consentito di effettuare trattamenti efficaci in pazienti che non avrebbero altrimenti potuto ottenere benefici dall’approccio chirurgico tradizionale a causa di comorbilità», commenta Gordon. «Con questa metodica possiamo ottenere un eccellente controllo locale di questa neoplasia che resta uno tra i maggiori big-killer in ambito oncologico».

Danilo Ruggeri

Paul Gordon. Stereotactic Body Radiosurgery for Treatment of Stage I Non-Small-Cell Lung Cancer. Abstract P82, 50° Annual Meeting, Society of Thoracic Surgeons 2014

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