Sicurezza ed efficacia dell'oseltamivir nei neonati e nei bambini

Pneumologia
Oseltamivir ha un buon profilo di tollerabilità nei neonati e nei bambini di età inferiore ai 24 mesi. Questi risultati hanno contribuito alla recente approvazione della Food and Drug Administration (Fda) sull’utilizzo dell’antivirale già a partire da due settimane di vita.

È quanto riportato da uno studio pubblicato su Pharmacoepidemiology and Drug Safety.
Come è ben risaputo, questa fascia di età è particolarmente critica in quanto i neonati e i bambini presentano un alto rischio di gravi malattie e morte, spesso come conseguenza dell’influenza.

L’Oms consiglia gli inibitori della neuramidasi come antivirali di prima scelta per il trattamento dell’influenza stagionale e pandemica nei bambini di almeno un anno di età.
La necessità di proteggere i neonati e i bambini di età inferiore a un anno dalla pandemia influenzale del 2009, chiamata anche influenza A/H1N1 o febbre suina, ha portato all’approvazione, in alcuni paesi, dell’utilizzo dell’oseltamivir, in questa fascia di età, nei casi di emergenza.

“A causa della continua necessità di terapie antivirali efficaci nei neonati e la quantità relativamente limitata dei dati sull’efficacia dell’esposizione all’oseltamivir nei bambini molto piccoli, abbiamo eseguito uno studio prospettico osservazionale per valutare la sicurezza e la tollerabilità di questo antivirale quando viene utilizzato per il trattamento dell’influenza o per la profilassi nei bambini di età inferiore ai due anni”, ha scritto la dottoressa  Barbara A. Rath, della Charité University Medical Center di Berlino, in Germania, insieme ai suoi colleghi americani, polacchi e svizzeri.
I ricercatori hanno condotto questo studio per esaminare le possibili differenze tra gli eventi avversi nei bambini trattati e non con l’oseltamivir, includendo sia bambini sani sia bambini che normalmente verrebbero esclusi da studi controllati randomizzati perché affetti da complesse patologie.

Lo studio è stato condotto su 1065 bambini con presunta influenza A o B, che presentavano febbre, documentata dal medico o riportata dai genitori, e almeno un sintomo respiratorio, come tosse, congestione nasale, o gola infiammata.
I bambini sono stati trattati secondo il giudizio del medico e raggruppati in due bracci a seconda se ricevevano  l’oseltamivir, per il trattamento (n=340) o per profilassi (n=14), o nessun trattamento antivirale (n=711).

Lo studio ha coperto due consecutive stagioni influenzali in Europa (dal  1° ottobre 2009 al 31 maggio 2010 e dal  1° ottobre 2010 al 31 maggio 2011). Il reclutamento di questi bambini ha avuto luogo presso 47 centri medici in 10 paesi europei (Regno Unito, Austria, Finlandia, Polonia, Germania, Belgio, Italia, Repubblica Ceca, Estonia e Lettonia).

I ricercatori hanno valutato gli eventi avversi presentati durante un follow-up di 30 giorni dalla visita iniziale; “Poiché non è disponibile nessuna scala universale sui sintomi per caratterizzare l’influenza nei lattanti, abbiamo determinato la gravità della malattia registrando i sintomi, tra cui quelli classificati come gravi, e la presenza o assenza di indicatori di gravità della tachipnea, della ritrattazione del torace, e della sonnolenza o svogliatezza” hanno voluto specificare.

Dallo studio è emerso che gli eventi avversi sono stati riportati nel 54,9% dei pazienti (390/711 ) appartenenti al gruppo non trattato con l’antivirale, e nel 49,1% dei bambini appartenenti al gruppo che aveva ricevuto l’oseltamivir, ed esattamente 167/340 per il trattamento e 6/14 per la profilassi.

Gli eventi avversi più comuni che sono stati segnalati erano tosse e rinite, rispettivamente nel 22,9% e nel 20,3%  nei bambini che non avevano ricevuto l’oseltamivir, e nel 13,2% e nel 10,0% nei bambini trattati con l’antivirale (p <0,001); la piressia, la diarrea e il vomito erano meno comuni e sono stati segnalati in percentuali simili nei due gruppi di bambini.

La congestione nasale (3,5%), la bronchite (5,6%) e le infezioni delle alte vie respiratorie (1,5%) sono state segnalate più frequentemente nei pazienti trattati rispetto ai pazienti non trattati (rispettivamente 0,7%, 2,7% e 0,1%; p <0,05).
Nel gruppo trattato con l’oseltamivir, l’11,2% dei pazienti (n = 38) ha presentato 41 eventi avversi correlati potenzialmente all’oseltamivir, ma nessuno di questi è stato considerato di grave entità.

Nel complesso, ci sono stati 79 gravi eventi avversi in 59 pazienti.

“Sulla base dei dati presenti nelle linee guida e di due studi clinici (NCT00039176815 e NCT00988325), nel Dicembre del 2012 negli  Stati Uniti, l’oseltamivir è stato approvato per il trattamento dell'influenza nei bambini già a partire da due settimane di vita” hanno voluto specificare i ricercatori già nell’introduzione dello studio.

I risultati che sono stati ottenuti in questa nuova ricerca hanno dimostrato che l’oseltamivir ha una buona tollerabilità e sicurezza nei bambini di età inferiore ai 24 mesi, e il potenziale beneficio della terapia non è compensato da un aumento del rischio di eventi avversi; “ I nostri risultati sono promettenti, ma sottolineano anche la necessità di ulteriori indagini sulla farmacocinetica e sulla sicurezza in questa fascia di età critica, così come sono necessari studi sulla sorveglianza in gruppi più grandi di pazienti” hanno concluso gli autori.

Monica Guarini

Rath B.A. et al. A prospective observational study of oseltamivir safety and tolerability in infants and young children ≤24 months. Pharmacoepidemiol Drug Saf. 2014 Oct 21. doi: 10.1002/pds.3707. [Epub ahead of print]
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