Sindrome da distress respiratorio acuto complicata da influenza, con oseltamivir meno degenze ospedaliere e mortalità #CHEST2018

Pneumologia

I pazienti con sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS, acute respiratory distress syndrome) e una diagnosi influenzale confermata trattati con oseltamivir entro 6 ore dal triage (l'assegnazione della priorità al trattamento) hanno ridotto la durata della degenza ospedaliera e la mortalità, secondo i risultati di uno studio presentato al congresso CHEST che si è tenuto San Antonio, in Texas.

I pazienti con sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS, acute respiratory distress syndrome) e una diagnosi influenzale confermata trattati con oseltamivir entro 6 ore dal triage (l’assegnazione della priorità al trattamento) hanno ridotto la durata della degenza ospedaliera e la mortalità, secondo i risultati di uno studio presentato al congresso CHEST che si è tenuto San Antonio, in Texas.

La sindrome da distress respiratorio acuto è una patologia potenzialmente fatale dovuta a una insufficiente funzione polmonare, causata da una lesione alla parete capillare conseguente a malattia o contusioni. La fuoriuscita di liquido dalle pareti capillari porta a un accumulo di fluido e al successivo collasso delle sacche d'aria, rendendo i polmoni incapaci di effettuare lo scambio tra ossigeno e anidride carbonica, con una netta riduzione del livello ematico di ossigeno. L’ARDS provoca una grave ipossiemia, che è refrattaria all’ossigeno-terapia e necessita di ventilazione assistita.

Si sviluppa in genere entro 24-48 ore dal trauma o dalla malattia originale, ma può richiedere anche 4-5 giorni. Inizialmente il soggetto avverte dispnea, di solito con respirazione accelerata. Con lo stetoscopio è possibile percepire la presenza di crepitii o rumori sibilanti nei polmoni. A causa dell’ipossia, la cute può apparire a chiazze o bluastra (cianosi), con alterazioni funzionali di altri organi come cuore e cervello, con conseguente aumento di frequenza cardiaca, alterazione dei ritmi cardiaci (aritmie) e comparsa di confusione mentale e letargia.

Oseltamivir
È un antivirale indicato nel trattamento dell'influenza e nella prevenzione post-esposizione negli adulti e nei bambini di almeno un anno di età.
Agisce inibendo la neuraminidasi, un enzima glicoproteico superficiale del virus dell'influenza A e B che svolge una funzione essenziale per la replicazione virale. Catalizzando il clivaggio dei residui di acido sialico presenti sulla superficie delle cellule infettate, la neuraminidasi favorisce la liberazione del virus facilitandone la diffusione all'interno dell'albero respiratorio. Dopo somministrazione orale, oseltamivir viene attivato dal metabolismo epatico e raggiunge rapidamente concentrazioni antivirali sistemiche in tutto il tratto respiratorio.

Mortalità e degenza ospedaliera inferiori
Questo studio retrospettivo multicentrico è stato condotto in 8 centri medici di Taiwan da gennaio a marzo 2016. Ha esaminato i dati demografici, i risultati di laboratorio, i parametri di ventilazione, le comorbidità, la gravità della malattia, la mortalità e la durata della degenza in 282 pazienti con un’età media di 60 anni con influenza e ARDS. Sono stati confrontati i pazienti che hanno ricevuto oseltamivir entro o dopo 6 ore dal triage.

La mortalità complessiva a 30 e 60 giorni era rispettivamente del 23% e del 31%. Rispetto al 9,9% dei pazienti che hanno ricevuto oseltamivir dopo 6 ore dal triage, quelli trattati entro 6 ore hanno avuto una minore percentuale di mortalità a 60 giorni (p=0,042). La somministrazione precoce dell’antivirale era associata a una riduzione della degenza ospedaliera in entrambi gli intervalli temporali.

Il tempo necessario alla prima somministrazione di oseltamivir non era legato a differenze nel numero di giorni di ventilazione assistita, nella durata della permanenza in unità di terapia intensiva o nelle complicanze neurologiche o cardiovascolari.

I ricercatori hanno fatto notare che la riduzione della durata della degenza ospedaliera può comportare una mortalità più bassa grazie al fatto che può evitare di contrarre infezioni nosocomiali e le relative complicanze.

«L'uso precoce di un agente antivirale può essere incoraggiato nonostante una diagnosi non accertata di influenza nei pazienti con ARDS», hanno concluso gli autori.

Bibliografia

Ju T et al. Golden hour for administering oseltamivir in severe influenza complicating ARDS? A multicenter retrospective study. Chest 154(4):143 October 2018.

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