Stent a Y metallici efficaci contro l'ostruzione centrale delle vie aeree

Pneumologia
Il posizionamento di stent a Y auto-espandenti è una procedura efficace per assicurare un solliveo sintomatologico nelle ostruzioni delle vie aeree centrali (CAO). Le conclusioni dell’analisi retrospettiva condotta da Daniela Gompelmann e colleghi dell’Università di Heidelberg, promuovono questa metodica che amplia lo spettro delle tecniche broncoscopiche interventiste.

«L’ostruzione delle vie aeree centrali  è una condizione legata a una riduzione del lume della trachea e dei bronchi principali provocata da varie cause, ma la principale resta la presenza di neoplasie polmonari, anche se altre forme tumorali possono essere implicate, come linfomi, tumori esofagei e tumori secondari metastatic», ricorda Gompelmann.

Nel 30% dei carcinomi polmonari può essere riscontrata una stenosi delle vie aeree centrali al momento della diagnosi. Una stenosi può tuttavia insorgere anche in condizioni benigne, come per la presenza di tessuto cicatriziale, malattie infiammatorie croniche e, in rari casi, ematomi extraluminali.

«I principali sintomi della ostruzione delle vie earee centrali sono dipnea e tosse», dice Gompelmann. «Questi sintomi si sviluppano rapidamente e diventano ingravescenti con il progredire dell’ostruzione che rappresenta una minaccia per la vita e per la quale è necessario un intrevento urgente». Oltre alle procedure endoscopiche meccaniche e termiche, per alleviare l’ostruzione acuta sono stati introdotti da diversi anni gli stent  metallici a Y.

«Abbiamo voluto verificare  il profilo di efficacia e sicurezza di questi device  posizionati nella nostra clinica dal 2005 al 2009», riporta la pneumologa tedesca. Sono stati analizzati 43 pazienti di età compresa tra 26 e 81 anni nei quali sono stati posizionati broncoscopicamente stent metallici a Y auto-espandenti  per il trattamento di una CAO. «Il 90,7% cioè 39 dei pazienti studiati presentava un’ostruzione legata a una patologia tumorale maligna e il restante 9,3% (cioè 4 pazienti) aveva un’ostruzione provocata da una neoplasia benigna», dice Gompelmann. In tutti i pazienti lo stent a Y è stato inserito senza complicazioni. Un follow-up longitudinale è stato possibile per 32 dei 43 pazienti inclusi nello studio.

«Gli stent sono rimasti in situ per una media di 107,1 giorni (range da 1 a 604)», rifersice la specialista teutonica. «In 29 pazienti con tumore maligno la stenosi è stata supertata con successo grazie allo stent a Y, ma 11 pazienti sono deceduti poco dopo il posizionamento del device. Al follow-up i rimanenti  18 soggetti  hanno mostrato un’immediato sollievo dalla sintomatologia».

Lo stent è stato ottimamente tollerato da 8 dei 18 pazienti (44,4%), in 2 casi (11,1%) è stato necessario ricorrere a una nuova procedura di stenting e in 6 pazienti (33,3%) sono insorte delle complicazioni come aumento delle secrezioni, tosse, dispnea e formazione di tessuto di granulazione. Lo stent è stato rimosso in un paziente (5,6%) a causa dell’aumento delle secrezioni e in un altro (5,6%) per il miglioramento legato alla terapia tumore-specifica.
«Va tenuto in mente che gli stent metallici non sono dei sostituti fisiologici di una via aerea stenosata, e quindi il loro posizionamento deve essere visto come un intervento palliativo temporaneo per il sollievo dei sintomi dell’ostruzione e per il miglioramento della qualità della vita», commenta Gompelmann. «Questa tecnica può essere impiegata come metodica-ponte precedente all’avvio di una terapia tumore-specifica che grazie all’attività diretta sulla massa neoplastica occludente, consente la rimozione del device. L’indicatore prognostico per la sopravvivenza non è il miglioramento sintomatico apportato dallo stent, ma le caratteristiche della neoplasia di base».


Daniela Gompelmann et al. Self-expanding Y Stents in the Treatment of Central Airway Stenosis. A Retrospective Analysis. Ther Adv Resp Dis. 2013;7(5):255-263.

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