Pneumologia

Tiotropio sicuro anche in pazienti con eventi cardiaci: analisi dello studio Uplift

Un’analisi retrospettiva dei dati provenienti da uno studio di 4 anni Understanding Potential Long term Impacts on Function with Tiotropium (UPLIFT), ha evidenziato la sicurezza del tiotropi anche se utilizzato in pazienti che durante lo studio avevano presentato eventi cardiaci.

Lo studio UPLIFT è uno studio randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo della durata di 4 anni, in cui sono stati arruolati 5993 pazienti con BPCO da moderata a severa.  Sono stati esclusi pazienti con una storia recente (≤ di 6 mesi) di eventi cardiaci. Pazienti con insorgenza di eventi cardiaci durante il trattamento non sono stati eliminati dall’analisi.

I soggetti sono stati randomizzati a 18 µg di tiotropio una volta al giorno o placebo. Non sono stati esclusi pazienti in cura con altri farmaci agenti sul sistema respiratorio, ad eccezione di altri farmaci anticolinergici assunti per via respiratoria. Dopo la randomizzazione i pazienti sono stati visitati dopo 1 mese, poi dopo 3, infine ogni tre mesi fino alla fine della cura.

Nell’analisi post-hoc sono stati analizzati tre tipi di eventi cardiaci: aritmie, infarto del miocardio e insufficienza cardiaca. Per ognuno di questi tre eventi sono stati considerati i seguenti endpoint: tempo di insorgenza dell’evento iniziale, SAEs cardiaco (grave evento cardiaco avverso) e FAEs (evento avverso fatale) e infine MACE (evento cardiaco avverso maggiore).

400 pazienti hanno avuto aritmia: 197 in placebo e 23 in farmaco. Un’analisi Kaplan-meier ha indicato un’insorgenza più tardiva dell’evento nei trattati rispetto al braccio in placebo. La percentuale di soggetti presentanti SAEs cardiaca tra i pazienti in trattamento con farmaco e con placebo è stata molto simile: 22.8% e 20.4% rispettivamente. Nei pazienti con aritmia le percentuali di vitalità in pazienti con FAEs son di poco più alte nel braccio ricevente placebo che in quello trattato con tiotropio: 21.0% vs 17.6%.

Anche la valutazione del parametro MACE indica una parità tra il placebo e il tiotropio: 13.8% vs 7.8%. In pazienti con aritmia in cui è insorta MACE, la mortalità è più bassa nel braccio con farmaco che in quello con placebo anche se si includono decessi per cause non note.

175 pazienti hanno registrato un MI durante lo studio: 92 nel braccio in placebo, 80 nel braccio in tiotropio. Anche in questo caso un’analisi Kaplan-meier indica un’equivalenza tra i due bracci in termini di tempo di insorgenza dell’evento. Tra i pazienti con evento cardiaco, il 27.9% tra quelli in placebo ha registrato un SAEs cardiaco vs 28.6% del trattati con tiotropio. In soggetti con MI, che hanno mostrato MACE, il 16.2% del gruppo in placebo ha poi mostrato un evento fatale a confronto del 79.5% del gruppo in trattamento.

397 pazienti sono stati colti da insufficienza cardiaca durante lo studio: di questi 213 appartenenti al gruppo in placebo e 184 al gruppo dei trattati con tiotropio. Il 28.4% dei pazienti in trattamento con farmaco ha presentato SAEs cardiaca, a confronto di un 23.7% di pazienti in placebo. Tra questi ultimi 16.7% ha registrato un evento fatale vs un 19.4% di pazienti in trattamento.  Infine la valutazione di eventi come MACE non indica un incremento di eventi nel braccio in triotropio rispetto al placebo: 12.4% in pazienti riceventi placebo vs 10.3% riceventi tiotropio.

L’analisi di SAEs e FAEs ha tenuto conto di tutte le cause di mortalità, non solo quelle cardiache in pazienti con eventi cardiaci di tutte e tre le tipologie (aritmie, MI, insufficineza cardiaca). Questa analisi post hoc indica chiaramente che l’insorgenza di SAEs o di mortalità non è più elevata in pazienti trattati con tiotropio che potrà continuare ad essere usato con sicurezza anche in pazienti BPCO che presentano eventi cardiaci.

Tashkin et al, Respiratory Research, 2015. “Cardiac safety of tiotropium in patients with cardiac events: a retrospective analysis of the UPLIFT trial”.

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