Pneumologia

Tosse cronica, risultati promettenti in Fase 2 da inibitore P2X3

Stando ai risultati di un trial di fase 2b, presentati nel corso del Congresso annuale ATS (American Thoracic Society), tenutosi quest'anno a Washington (USA), un inibitore di P2X3, sarebbe potenzialmente in grado di cambiare la vita ai pazienti sofferenti di tosse cronica refrattaria ad altri trattamenti.

Stando ai risultati di un trial di fase 2b, presentati nel corso del Congresso annuale ATS (American Thoracic Society), tenutosi quest'anno a Washington (USA), un inibitore di P2X3, sarebbe potenzialmente in grado di cambiare la vita ai pazienti sofferenti di tosse cronica refrattaria ad altri trattamenti.

Il farmaco in questione,  noto con la sigla MK-7264, attualmente in corso di sviluppo clinico presso la Merck (MSD al di fuori degli USA) è un agente sperimentale non narcotico, somministrato per via orale, che blocca in modo selettivo il recettore P2X3. Si ritiene che un'attivazione eccessiva di questi recettori sia associata all'ipersensitizzazione dei neuroni sensori.
L'iper-sensitizzazione neuronale a livello delle vie aeree respiratorie e dei polmoni, stimolata da traumi o infezioni, può esacerbare il riflesso della tosse, che diventa cronica.

Lo studio presentato al congresso, un trial randomizzato, in doppio cieco, controllato vs. placebo, a gruppi paralleli, ha valutato efficacia e sicurezza di MK-7264 in 253 pazienti con tosse cronica refrattaria (tosse cronica persistente da almeno un anno).

Questi sono stati randomizzati al trattamento con placebo (n=63) o con l'agente sperimentale in questione, rispettivamente ai dosaggi di 7,5 (n=63), 20 mg (n=63) e 50 mg (n=63) bis die.

L'endpoint primario di efficacia era rappresentato dalla variazione media della Frequenza di Accessi di Tosse dopo 12 settimane di trattamento vs. placebo.
La frequenza degli attacchi tussivi è stata misurata mediante registrazioni sonore ottenute grazie ad un registratore digitale.

Analizzando i risultati, è emerso che i pazienti trattati con 7,5, 20 e 50 mg di MK-7264 hanno sperimentato, a partire dalle condizioni iniziali, una riduzione della frequenza di attacchi tussivi rispetto a quanto osservato nel gruppo placebo (-22%, -22% e -37%, rispettivamente).

La differenza rilevata con il dosaggio maggiore del farmaco sperimentale è risultata statisticamente significativa (p<0,05).

Quanto all'endpoint secondario della severità della tosse riferita dal paziente (parametrato su scala VAS 0-100 mm), è stata documentata, rispetto al basale, una riduzione della severità quantificata in 15,2 mm per il gruppo placebo e, rispettivamente, in 19,2 mm, 23,4 mm e 31,4 mm per i 3 dosaggi crescenti di MK-7264.

Passando alla safety, l'evento avverso (AE) più frequentemente documentato è stato la disgeusia (4,8% = placebo; 9,5% =MK-7264 7,5 mg; 33,3% =MK-7264 20 mg; 47,6%=MK-7264 50 mg).

L'ipogeusia, invece, è stata riportata nell'1,6 dei pazienti del gruppo placebo e, rispettivamente, nello 0%, 17,5% e 23,8% dei casi in pazienti trattati con 7,5, 20 e 50 mg dell'inibitore sperimentale.

Un paziente appartenente al gruppo placebo e 6 pazienti appartenenti al gruppo di trattamento attivo con il dosaggio maggiore hanno sospeso il trattamento in ragione di AE legati alla sensazione gustativa.

Tali risultati, nel complesso, fanno ben sperare sulla possibilità che il farmaco possa essere in futuro impiegato nel trattamento della tosse cronica. Rappresentati della multinazionale farmaceutica USA hanno affermato di essere pronti a discutere con le agenzie regolatorie la pianificazione dei prossimi step del programma di sviluppo clinico del farmaco.

Bibliografia
American Thoracic Society (ATS) 2017 International Conference: Abstract 7608. Presented May 22, 2017.


 


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