Tubercolosi multiresistente, terapia con cellule mesenchimali può essere di aiuto

Pneumologia
Il trattamento con cellule stromali mesenchimali autologhe derivate dal midollo osseo è sicuro e sembra fornire alcuni benefici nei pazienti con tubercolosi multiresistente in terapia con farmaci antitubercolari. E’ quanto emerso da uno studio di fase I condotto dai ricercatori del Karolinska University Hospital di Stoccolma e pubblicato su Lancet Respiratory Medicine.

Gli esperti hanno arruolato 30 pazienti dai 21 ai 65 anni, con tubercolosi multiresistente o estensivamente resistente ai farmaci, trattati con una singola dose da 1×106 cellule per kg di cellule stromali mesenchimali autologhe del midollo osseo, somministrata entro quattro settimane dall’inizio della terapia antitubercolare.

L’endpoint principale dello studio era la sicurezza della terapia, in particolare l’incidenza di eventi avversi correlati al peggioramento dell’infezione o il cambiamento di variabili ematologiche e biochimiche, valutati nei sei mesi successivi all’infusione delle cellule mesenchimali.

Gli eventi avversi di grado 1 o 2 più frequenti erano, aumento dei livelli di colesterolo (n=14), nausea (n=11), linfopenia o diarrea (n=10). Durante lo studio non sono stati osservati eventi avversi gravi. Sono stati registrati due eventi avversi di grado 3 transitori quali, aumento della concentrazione degli ioni potassio nel plasma (n=1) e aumento dei livelli di γ-glutamiltransferasi (n=1).

Inoltre, 16 dei 30 pazienti trattati con cellule mesenchimali hanno eliminato l'infezione entro 18 mesi, rispetto a soli 5 di 30 pazienti che non avevano ricevuto tale terapia. Tuttavia, i ricercatori spiegano che non è possibile confrontare direttamente questi dati in quanto la scelta del secondo gruppo di rifiutare la terapia con cellule mesenchimali avrebbe potuto essere correlata a caratteristiche della malattia differenti, rispetto al primo gruppo.

Questi dati, insieme a quelli di studi precedenti, suggeriscono che questo tipo di cellule non è solo sicuro, ma potrebbe essere di aiuto nel riorientare la risposta immunitaria contro Mycobacterium tuberculosis durante la terapia antitubercolare. Come spiegato dagli esperti, il tipo di cellule utilizzate in questo studio è in grado di modulare la risposta immunitaria e ha effetti contro l’infiammazione e il danno tissutale causati dall’agente patogeno responsabile della malattia. Ulteriori studi sono, però, necessari per valutare più approfonditamente l’efficacia del trattamento.

Le cellule staminali mesenchimali (contenute nello stroma) si trovano disposte in schiere attorno al seno centrale del midollo osseo. Sono cellule multipotenti che hanno la capacità di differenziarsi sia in vivo che in vitro in osteoblasti, condrociti, miociti, e molti altri tipi di cellule. Esse fungono anche da cellule “portinaie” del midollo osseo.

Skrahin A, et al "Autologous mesenchymal stromal cell infusion as adjunct treatment in patients with multidrug and extensively drug-resistant tuberculosis: an open-label phase 1 safety trial" Lancet Respir Med 2014; DOI: 10.1016/S2213-2600(13)70234-0.

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