Ben tollerata ed efficace nel migliorare funzionalità polmonare e sintomatologia nei pazienti con BPCO. Sono le caratteristiche che l’associazione a dose fissa umeclidinio/vilanterolo (Umec/Vi) 62,5/25 mcg ha dimostrato di possedere in uno studio di 24 settimane, in doppio cieco, controllato con placebo, a gruppi paralleli condotto in 1532 pazienti con BPCO.

I soggetti inclusi nel trial sono stati randomizzati con disegno 3.3:3:2 al trattamento con Umec/Vi 62,5/25 mcg, Umec 62,5 mcg, Vi 25 mcg o placebo somministrati una volta al giorno tramite inalatore a polvere secca.

End-point primario era la misurazione del FEV1 di valle o minimo (trough) al giorno 169, 23-24 ore post dose. Sono stati anche valutati end-point addizionali come la funzionalità polmonare, le sintomatologia e la qualità della vita, includendo anche la media pesata del FEV1 0-6h, uso di salbutamolo come farmaco al bisogno, il Transition Dyspnoea Index (TDI) e i punteggi della Shortness Of Breath With Daily Activity (SOBDA) e del questionario respiratorio di St. George (SGRQ). End-point di sicurezza erano l’insorgenza di eventi avversi, la rilevazione dei segni vitali e di alterazioni a ECG secondo Holter nelle 24 ore in 12 derivazioni e il dosaggio dei parametri di laboratorio ed ematologici.

«Tutti i trattamenti attivi hanno prodotto miglioramenti statisticamente importanti nel FEV1 di valle rispetto al placebo nel giorno specificato per la rilevazione (p<0,001)», riportano gli autori della University of North Carolina College of Medicine. «Tuttavia i miglioramenti apportati dalla terapia di associazione Umec/Vi 62,5/25 mcg si sono rilevati significativamente superiori da un punto di vista statistico rispetto alle monoterapie (p<0,004). Si sono osservati miglioramenti per Umec/Vi 62,5/25 mcg anche rispetto a placebo  per quanto riguarda  la media pesata del FEV1 al giorno 168 (p<0,001), l’uso di salvataggio di salbutamolo  durante le settimane 1-24 (-0,8 puff/die, p=0,001), il TDI (p<0,001), la SOBDA (p<0,001) e il SGRQ (p<0,001). Non sono state, infine, rilevate alterazioni nei segni vitali, all’ECG Holter o nei parametri di laboratorio». Per gli autori, quindi, questa associazione tra un antagonista muscarinico a lunga durata d’azione (LAMA) e un beta2-agonista long acting (LABA) si rivela un approccio terapeutico clinicamente significativo.

«Nei pazienti con BPCO non perfettamente controllati con un broncodilatatore a lunga durata d’azione, massimizzare gli effetti della broncodilatazione aggiungendo un’altra molecola ad attività  broncodilatatrice con differente meccanismo d’azione, è l’opzione preferibile, come evidenziano le diverse linee guida», commenta, in un focus di approfondimanto su Drug Design, Development and Therapy, Mario Cazzola, Università Tor Vergata, Roma. «In particolare, le linee guida della Global initiative for chronic Obstructive Lung Disease (GOLD) suggeriscono il ricorso alla duplice terapia LAMA/LABA nel trattamento alternativo dei pazienti di gruppo B (elevata sintomatologia e bassi rischi), del gruppo C (bassa sintomatologia ed elevati rischi) e del gruppo D (elevata sintomatologia ed elevati rischi)». Associare due differenti classi di broncodilatatori apporta miglioramenti nella funzionalità polmonare.

«Tuttavia, La misurazione del FEV1 da sola può non riflettere in modo adeguato sullo stato di salute complessivo di un paziente», ricorda Cazzola. «Evidenze pubblicate suggeriscono che l’associazione LAMA/LABA mostra miglioramenti più significatvi in outcome centrati sul paziente, come dispnea, sintomi, uso di farmaci al bisogno e qualità della vita rispetto ai farmaci usati singolarmente. Inoltre l’associazione LAMA/LABA è stata vista prevenire più efficacemente le riacutizzazioni della BPCO rispetto alla monoterapia. L’associazione umeclidinio/vilanterolo ha dimostrato una buona efficacia e sicurezza  nei trial condotti. E’ però adesso necessario condurre studi di comparazione tra le varie nuove opzioni in arrivo per la terapia della BPCO».

Donohue JF, et al. Efficacy and safety of once-daily umeclidinium/vilanterol 62.5/25 mcg in COPD. Respir Med. 2013 Oct;107(10):1538-46.
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Mario Cazzola et al. New developments in the combination treatment of COPD: focus on umeclidinium/vilanterol. Drug Design, Development and Therapy 2013:7 1201–1208
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