Wheezing e atopia nei bambini ridotti da esposizione precoce ad allergeni e batteri nelle città

Pneumologia
Vari studi hanno verificato come i bambini che vivono in città e sono esposti ad allergeni hanno un maggiore rischio di sibili ricorrenti e sensibilità agli allergeni. Ma sorprendentemente, l’esposizione ad alcuni allergeni e microbi nel primo anno di vita sembra abbia un effetto protettivo. Lo evidenzia uno studio - apparso online sul Journal of Allergy and Clinical Immunology - coordinato da Robert A. Wood, della John Hopkins University di Baltimora (USA).

In precedenti ricerche effettuate su bambini del centro città affetti da asma, scrivono gli autori, «avevamo scoperto che uno dei fattori principali che sembrava determinare la loro malattia fosse l'esposizione ad alcuni allergeni che sono particolarmente rilevanti n quelle aree. La scoperta sorprendente ora è che un'alta esposizione a tali allergeni risulta piuttosto protettiva».

Wood, peraltro, ha sottolineato che questo studio ha esaminato soprattutto il wheezing ricorrente piuttosto che l'asma franca. «Ci sono molti bambini che soffrono di respiro sibilante nei primi 3 anni di vita ma che non progrediscono verso l'asma» ha specificato. «Se l'associazione con wheezing ricorrente sia parallela a un legame con l'asma non sarà chiaro fino a quando i bambini inizieranno ad andare a scuola».

Nello studio URECA (Urban Environment and Childhood Asthma), Wood e colleghi hanno seguito 560 bambini nelle aree del centro delle città di Baltimora, Boston, New York e St. Louis. L'obiettivo è quello di comprendere i fattori ambientali connessi al wheezing ricorrente - e infine all'asma tout-court - tra i bambini che crescono in centro città.

«È noto» scrivono Wood e collaboratori «che sia la prevalenza sia la gravità dell’asma sono elevate nei bambini dei quartieri urbani poveri dove, tra le condizioni che favoriscono la sensibilizzazione allergica e il wheezing ricorrente, si trovano lo stress, la mancanza di biodiversità e l'esposizione a inquinanti indoor e allergeni perenni». L’esposizione precoce ai microbi nelle aziende agricole è stato collegato alla protezione contro l'asma e ad altre malattie allergiche, ma non è noto se qualcosa di simile sia in gioco in ambiente urbano, fanno notare gli autori.

La coorte Ureca è stato seguita fin dalla nascita, con i ricercatori che hanno raccolto regolarmente campioni di polvere di casa dalle loro abitazioni. All'interno della coorte, Wood e colleghi hanno condotto uno studio caso-controllo nidificato per vedere se anche l'esposizione nei primi anni di vita ai microbi della polvere di casa risultasse associata alla sensibilizzazione allergica e all’asma.

In particolare, sono state valutate annualmente le IgE allergene-specifiche per latte, uova, arachidi e Blatella germanica. Se i bambini avevano 2 o 3 anni si sono cercate anche le IgE specifiche per acari della polvere, cane, gatto, topo e Alternaria, un genere di funghi. Quando i bambini hanno raggiunto i 33 mesi di età, i ricercatori hanno eseguito un prick test per 14 comuni allergeni indoor e outdoor.

Gli studiosi hanno trovato che il 44% dei bambini per i quali erano disponibili dati completi risultavano sensibilizzati ad almeno un aeroallergene, il 36% aveva manifestato sibili ricorrenti, e il 9% mostrava un eczema. Il 12%, inoltre, soddisfaceva i criteri di indice predittivo modificato di asma, indicativo di un rischio elevato per lo sviluppo successivo di asma.

L’esposizione cumulativa in 3 anni per Blatella, topi e acari della polvere è risultato positivamente associato con la sensibilizzazione agli allergeni quando i bambini avevano 3 anni di età, con un odds ratio compreso tra 1,27 e 1,68. Al contrario, l'esposizione nel primo anno non ha determinato alcuna (o scarsa) associazione con la sensibilizzazione agli allergeni quando i bambini avevano 3 anni. In particolare, nel primo anno l’esposizione agli allergeni di Blatella, topo e gatto è risultata significativamente e inversamente associata con sibili ricorrenti all’età di 3 anni, con un odds ratio – rispettivamente – pari a 0,60, 0,65 e 0,75.

Nello studio caso-controllo, che ha coinvolto 104 bambini, i ricercatori hanno trovato un effetto protettivo parallelo per alcuni batteri nella polvere di casa, ancora una volta quando l'esposizione era nel primo anno di vita. Si è visto che i bambini coinvolti erano più o meno equamente suddivisi, all'età di 3 anni, in quattro categorie: solo con respiro sibilante, solo con atopia, con entrambe le condizioni, con nessuna delle due condizioni.

Wood e colleghi, inoltre, hanno scoperto che le differenze nel contenuto batterico della-polvere di casa, nel primo anno, sono risultate associate con atopia e wheeze atopico. La ricchezza batterica relativa (ossia il numero di tipi di batteri in ogni campione) è apparso significativamente differente (P<0,02) tra i gruppi ed è stato inferiore nei campioni di polvere dei gruppi con atopia e atopia/wheeze rispetto ai bambini che non presentavano nessuno dei due disturbi. Infine, gli autori hanno scoperto che i bambini senza atopia o affanno erano sono stati esposti con maggiore probabilità a livelli elevati sia di allergeni che di microbi nel primo anno di vita.

A.Z.
Lynch SV, Wood RA, Boushey H, et al. Effects of early-life exposure to allergens and bacteria on recurrent wheeze and atopy in urban children. J allergy Clin Immunol, 2014 May 28. [Epub ahead of print]

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