Displasia broncopolmonare, impiego pre-natale di steroidi migliora l'outcome in neonati prematuri

Pneumologia

L'impiego pre-natale di steroidi è legato ad un miglioramento della mortalità e degli outcome neurologici nonchè a tassi meno elevati di enterocolite necrotizzante e displasia broncopolmonare in neonati prematuri. Queste le conclusioni di uno studio osservazionale recentemente pubblicato su Jama Pediatrics.

L'impiego pre-natale di steroidi è legato ad un miglioramento della mortalità e degli outcome neurologici nonchè a tassi meno elevati di enterocolite necrotizzante e displasia broncopolmonare in neonati prematuri.

Gli outcome osservati hanno dimostrato l'esistenza di una relazione dose-risposta con un ciclo di trattamento completo con steroidi pre-natali, con risultati migliori per gli outcome che beneficiano del trattamento rispetto a quanto osservato con cicli di trattamento parziali.

Queste le conclusioni di uno studio osservazionale recentemente pubblicato su Jama Pediatrics.

L'impiego pre-natale di steroidi è considerato un trattamento di routine in neonati prematuri, finalizzato a promuovere la maturazione e migliorare sia gli outcome respiratori che quelli neurologici.

Gli studi riportati in letteratura sull'efficacia di questo trattamento hanno però fornito risultati diversi in termini di beneficio complessivo, limitatamente agli outcome neurologici, anche in relazione alla tipologia di intervento utilizzata (trattamento parziale o completo).

Obiettivo del nuovo studio, pertanto, è stato quello di valutare gli outcome a lungo termine e la mortalità sulla base dello schedule di terapia utilizzata (parziale o completa).

A tal scopo i ricercatori hanno seguito 3.892 neonati estremamente prematuri per 22 mesi e messo a confronto gli outcome sulla base di in trattamento parziale o completo pre-natale con steroidi.

I neonati, reclutati nello studio tra il 2006 e il 2011, erano estremamente prematuri (401-1.000 g, età gestazionale= 22-27 settimane). Erano esclusi dallo studio quei neonati che morivano entro le prime 12 ore di vita senza cure neonatali aggressive.

Il ciclo di trattamento pre-natale con steroidi era considerato completo se prevedeva il ricorso a due dosi di betametasone o 4 dosi di dexametasone. Era considerato parziale, invece, in tutti gli altri casi.

Gli outcome considerati nello studio sono stati la mortalità, l'enterocolite necrotizzante, la broncodisplasia polmonare (malattia polmonare che, iniziata come sindrome da distress respiratorio, tende a cronicizzare e determina la necessità di assistere il neonato dal punto di vista respiratorio) o la presenza di alterazioni dello sviluppo cerebrale.

I risultati hanno mostrato una riduzione del tasso di mortalità con l'aumento del ricorso alla terapia pre-natale con steroidi. Nello specifico, la mortalità è stata pari al 43,1% nei piccoli pazienti non sottoposti a trattamento, del 29,6% in quelli sottoposti a cicli parziali e del 25,2% in quelli sottoposti a cicli completi di terapia pre-natale con steroidi.

Quanto alle alterazioni dello sviluppo cerebrale, la loro incidenza è risultata inferiore nei pazienti sottoposto a cicli completi di trattamento rispetto ai pazienti non trattati (aOR 0,70; IC95%= 0,55 – 0,89), meno se sottoposto a cicli parziali (aOR= 0,80; IC95%= 0,68 – 0,95).

Il gruppo trattato con cicli completi di trattamento pre-natale con steroidi ha sperimentato anche tassi inferiori di incidenza di enterocolite necrotizzante o di morte (aOR= 0,75; IC95%= 0,63 – 0,89), come pure di displasia broncopolmonare o morte (aOR= 0,79; IC95%= 0,65 – 0,96) rispetto ai neonati no n trattati, con un trend al miglioramento degli outcome rispetto al trattamento parziale pre-natale con steroidi, pur non raggiungendo, in questo caso, la significatività statistica.

In conclusione, i neonati prematuri, sottoposti a trattamento pre-natale con steroidi, hanno sperimentato tassi ridotti di mortalità (soprattutto se sottoposti a cicli completi di trattamento). La terapia è risultata associata anche a tassi ridotti di emorragia intra-craniale, enterocolite necrotizzante e displasia broncopolmonare.

Nel ricordare i punti di forza di questi studio, i ricercatori hanno ricordato la dimensione numerica della coorte considerata, nonché il focus su una popolazione particolarmente difficile (come quella dei neonati prematuri).

Tra i punti di debolezza, si segnalano, invece, il disegno osservazionale dello studio e la presenza di differenze sostanziali tra le coorti in merito ad alcuni fattori quali l'età gestazionale e lo status socioeconomico, che potrebbero aver introdotto dei bias nei risultati ottenuti.

Nicola Casella

Bibliografia
Chawla S et al. Association of Neurodevelopmental Outcomes and Neonatal Morbidities of Extremely Premature Infants With Differential Exposure to Antenatal Steroids. JAMA Pediatr. Published online October 10, 2016. doi:10.1001/jamapediatrics.2016.1936
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