HIV, con i nuovi farmaci long-acting basta un'iniezione al mese

In quest'intervista, realizzata a margine del congresso ICAR Conferenza italiana sull'AIDS e la ricerca antivirale), il professor Giuliano Rizzardini, Direttore Dipartimento Malattie infettive, ASST Fatebenefratelli Sacco di Milano, spiega l'importanza dei nuovi approcci long acting, che prevedono una somministrazione intramuscolare 1-2 volte al mese, per migliorare la qualità di vita dei pazienti e facilitare l'aderenza alla terapia, garantendo la stessa efficacia virologica.


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