Carcinoma anale avanzato, con retifanlimab aggiunto alla chemio si ritarda la progressione

Dal congresso della European Society for Medical Oncology (ESMO), tenutosi a Barcellona, arriva una notizia di estrema rilevanza per la cura del carcinoma del carcinoma anale, un tumore per il quale da tempo non si avevano novità terapeutiche sostanziali. Al meeting, infatti, sono stati presentati durante un simposio presidenziale i risultati molto positivi di uno studio importante, lo studio POD1UM-303/InterAACT 2, in cui si è valutata l'aggiunta dell'immunoterapia con retinfalimab, un inibitore di PD-1, alla chemioterapia di prima linea in pazienti con carcinoma squamocellulare del canale anale in stadio avanzato, cioè metastatico o localmente ricorrente, inoperabile. Ce ne parla in questa intervista Filippo De Braud, Direttore del Dipartimento di Oncologia ed Ematoncologia della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori di Milano e Professore Ordinario di Oncologia Medica dell'Università degli Studi di Milano. L''Istituto Nazionale dei Tumori di Milano è uno dei centri italiani che ha partecipato allo studio ed è anche quello che ha arruolato il maggior numero di pazienti nel nostro Paese.

11-10-2024
Rimani aggiornato sui video di PharmaStar. Iscriviti ora al canale YouTube, basta un Click!