
Ogni anno in Italia il tumore della prostata interessa circa 40.000 uomini e, per i pazienti con malattia ad alto rischio, la ricerca continua a esplorare nuove strategie per migliorare il controllo della patologia e ridurre il rischio di progressione. Al recente congresso dell'American Society of Clinical Oncology sono stati presentati i risultati dello studio PROTEUS, uno dei lavori più attesi nel panorama dell'oncologia urologica, destinato a influenzare il dibattito scientifico. Quali pazienti potrebbero beneficiare di questo nuovo approccio? E come potrebbe cambiare nei prossimi anni la gestione della malattia localizzata ad alto rischio?
Ne abbiamo parlato con il professor Alberto Briganti, Ordinario di Urologia presso l'Università Vita-Salute San Raffaele, che abbiamo incontrato in occasione dell'evento "Johnson & Johnson e il futuro dell'onco-ematologia: tra ricerca e innovazione".
Tumore del polmone: dall'assenza di mutazioni driver alle resistenze, quali i principali unmet need?