
La radioterapia sta vivendo una profonda evoluzione nella gestione del tumore della prostata, sia nelle fasi iniziali sia nelle forme metastatiche. Qual è oggi il suo ruolo nell'era delle nuove terapie sistemiche? In quali pazienti può contribuire a controllare la malattia e a ritardare il ricorso a nuove linee di trattamento? E come le innovazioni tecnologiche hanno reso i trattamenti più precisi, meno invasivi e meglio tollerati?
Ne parliamo in questa intervista con Filippo Alongi, Professore Ordinario di Radioterapia Oncologica presso l'Università degli Studi di Brescia e Direttore del Dipartimento di Radioterapia Oncologica Avanzata dell'IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (Verona), che abbiamo incontrato a Venezia, in occasione di un convegno dedicato ai tumori genitourinari.
Tumore del polmone: dall'assenza di mutazioni driver alle resistenze, quali i principali unmet need?