Tumore ovarico recidivato BRCA+: la storia di Lia e l'importanza del mantenimento con anti-PARP

C'è una nuova arma disponibile per le donne italiane con un tumore ovarico avanzato. L'Agenzia Italiana del farmaco, infatti, ha dato di recente il suo via libera all'immissione in commercio di rucaparib, un nuovo inibitore di PARP, per il trattamento di mantenimento della recidiva platino sensibile dopo la chemioterapia a base di platino. In alcuni centri, tuttavia, è stato possibile avere accesso anticipatamente a questo agente grazie a un programma di uso compassionevole (fornitura di alcune dosi a titolo gratuito da parte dell'azienda produttrice) prima della decisione dell'ente regolatorio.
In quest'intervista, realizzata a Roma nel corso del convegno "Making a difference. Leave no patient behind", la Dottoressa Giusy Scandurra, dell'Ospedale Cannizzaro, Catania, descrive l'esperienza fatta con rucaparib presso il suo centro grazie a questo programma di early access, con particolare riferimento al caso clinico di una paziente con carcinoma ovarico portatrice di mutazioni di BRCA, che ben esemplifica l'importanza di sottoporre al test del BRCA tutte le donne con tumore dell'ovaio e/o della mammella già al momento della diagnosi.

15-01-2020
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