NEWS

Domenica 13 Gennaio 2019

Influenza nei ricoverati con HF, maggiori rischi respiratori, renali e per la vita. Appello alla vaccinazione

Una nuova analisi – pubblicata su “JACC: Heart Failure” - documenta quanto l'infezione influenzale possa rendere più gravi le condizioni dei pazienti che sono stati ospedalizzati con insufficienza cardiaca (HF), fornendo ulteriori argomenti per offri[...]

Domenica 23 Settembre 2018

Registro SWEDEHART, i tassi di mortalità post-IMA dal 2010 non si riducono. La sfida dell'innovazione

Sono finiti i tempi delle grandi riduzioni di mortalità in seguito a infarto acuto del miocardio (IMA). Lo si evince dai nuovi dati del registro nazionale SWEDEHEART, presentati di recente a Monaco di Baviera, in occasione del Congresso della Società[...]

Domenica 8 Aprile 2018

BPCO, l'uso di aspirina a lungo termine riduce la gravità delle riacutizzazioni

L'uso a lungo termine di aspirina riduce la gravità delle esacerbazioni acute della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), incluse la mortalità in ospedale, l'uso di ventilazione invasiva e la degenza in ospedale (LOS, hospital length-of-stay).

Sabato 27 Gennaio 2018

Sindrome coronarica acuta, mortalità a lungo termine ridotta da uso di beta bloccanti prima del ricovero

In pazienti con sindrome coronarica acuta (ACS), la terapia con beta-bloccanti (BB) prima del ricovero per ACS è associata a diminuzione di mortalità ospedaliera, eventi cardiovascolari maggiori e mortalità a 1 anno in pazienti senza scompenso cardia[...]

Sabato 15 Luglio 2017

Scompenso acuto, furosemide IV entro un'ora riduce la mortalità ospedaliera

Nei pazienti affetti da insufficienza cardiaca acuta (AHF) che arrivano nel dipartimento di emergenza (ED), la somministrazione endovenosa (IV) di furosemide entro un'ora è associata in modo indipendente a una minore mortalità ospedaliera. È quanto r[...]

Lunedi 18 Luglio 2016

BPCO, la mortalità aumenta nei pazienti ospedalizzati con iponatremia

I pazienti ospedalizzati per BPCO e affetti anche da iponatremia tendono ad avere outcome clinici peggiori (compresa una mortalità elevata). Sono queste le conclusioni di uno studio spagnolo, pubblicato su Respiratory Medicine, che suggerisce, pertan[...]

Domenica 10 Aprile 2016

Ridotta mortalità totale con i NAO rispetto a warfarin. Le ragioni secondo l’ENGAGE AF-TIMI 48

Nel trial ENGAGE AF-TIMI 48 si è osservato un numero minore di decessi totali e cardiovascolari (CV) con edoxaban rispetto a warfarin e la ragione di questo risultato risiede soprattutto a un tasso significativamente più basso di sanguinamenti maggio[...]

Sabato 25 Luglio 2015

HF, minori mortalità intraospedaliera e riammissioni con nesiritide rispetto a dobutamina

Una meta-analisi effettuata da ricercatori cinesi – pubblicata online sull'American Journal of Therapeutics – dimostra che, nei pazienti con scompenso cardiaco (HF), la terapia con nesiritide è associata a tassi inferiori di mortalità intraospedalier[...]

Venerdi 5 Settembre 2014

Emorragia cerebrale con ventricolostomia, la trombolisi intraventricolare migliora l’outcome

La trombolisi intraventricolare (IVT), in caso di estensione intraventricolare di un’emorragia intracerebrale (ICH) che richieda una ventricolostomia, determina una minore mortalità del paziente ricoverato e mostra un trend verso un favorevole outcom[...]

Sabato 26 Luglio 2014

La sieropositività per HIV non modifica l’outcome in caso di trombolisi con tPA ev per ictus

La mortalità intraospedaliera è maggiore tra i pazienti con ictus ischemico acuto (AIS) infetti da HIV rispetto a quelli non infetti dal virus. In ogni caso, il rischio di morte tra i pazienti HIV-infetti trattati con attivatore tissutale del plasmin[...]

Domenica 15 Dicembre 2013

PCI, conferme sull'utilità dell'uso preospedaliero di prasugrel nello STEMI

La somministrazione preospedaliera delle tienopiridine nei pazienti con infarto miocardico e sovraslivellamento del tratto ST (ST) si associa a un basso tasso di eventi avversi cardiovascolari maggiori (MACE), mortalità intraospedaliera, ictus (nessu[...]

Domenica 27 Ottobre 2013

L'ossido nitrico inalatorio non migliora la sopravvivenza di adulti e bambini con ARDS

L'ossido nitrico per via inalatoria (iNO) non riduce la mortalità negli adulti e nei bambini con sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS), indipendentemente dal grado di ipossiemia.